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Le creature simboliche di Jimenez Deredia, “dal cosmo alla vita quotidiana” nelle piazze di Genova

Sono otto le imponenti sculture in bronzo comparse tra Matteotti, De Ferrari, Brignole e il porto antico

Genova. Si chiamano Pareja, Crepuscolo, Evolucion, Continuacion, Il viaggio, Encanto, Refugio e Arrullo, le creature in bronzo e marmo che da qualche giorno sono apparse in alcune delle piazze di Genova. Sono le protagoniste di una mostra a cielo aperto che proseguirà fino al 30 novembre.

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L’autore è il costaricano Jimenez Deredia, 66 anni, che in un elegante total black – come le sue opere – ci racconta il senso di queste statue dalla parvenza femminile, cosmica, universale, ancestrale. La sua ideologia artistica è infatti il simbolismo trasmutativo. “Siamo polvere di stelle, siamo creature cosmiche e abbiamo bisogno di chi ci metta in comunicazione con il tutto”.

Le sculture in mostra sono otto, sette delle quali inedite, e si trovano tra Matteotti, De Ferrari, Brignole e il porto antico. Presso ogni installazione è presente una mappa dell’intero percorso in modo da poter facilmente spostarsi per scoprire anche le altre statue. “Ma io credo che la cosa più bella sia incontrarle per caso nella nostra quotidianità – dice l’artista – mentre si va a fare la spesa o a scuola o al lavoro, come un messaggio simbolico positivo, specialmente in questo momento difficile”.

Deredia, che nella sua carriera, ha esposto nelle città di tutto il mondo, vive in Liguria, al confine con la Toscana, dal 1974 in un piccolo paese dove concepisce ed elabora le sue complesse opere. Basti pensare che per ognuna di esse serve oltre un anno di lavoro e l’impiego di una cinquantina di persone.

All’inaugurazione della mostra itinerante, a cui il Comune di Genova sta lavorando con la famiglia Deredia da circa tre anni, erano presenti anche il sindaco Marco Bucci, l’assessore alla Cultura Barbara Grosso e il presidente della Regione Giovanni Toti. La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione di Esselunga e Enel e con il contributo della fondzione San Paolo.