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“La scuola è materia nostra”, gli studenti genovesi organizzano maxi assemblea cittadina

"Con il lockdown chi era già indietro è rimasto ancora più indietro, nessuno ci ha chiesto cosa ci serviva"

Genova. Una grande assemblea pubblica, aperta a tutti gli studenti, e non solo, per discutere di scuola e di come far sì che l’emergenza sanitaria non comprometta ulteriormente questa grande istituzione pubblica.

Questo in sintesi l’obiettivo degli studenti genovesi, che in queste ore hanno lanciato l’evento pubblicamente: venerdì 11 alle 15,30 a Matteotti il ritrovo per discutere su tutto il grande mondo scolastico, oggi alle prese con una materia inedita, come l’emergenza sanitaria: “Durante il lockdown, con la didattica a distanza i politici hanno definito le modalità e gli assetti della scuola senza curarsi minimamente delle nostre opinioni – scrivono nel comunicato stampa i promotori della assemblea – spesso chiudendo anche gli occhi di fronte alle difficoltà e disagi cui molti nostri compagni sono andati incontro. Tra tablet che non sono mai arrivati, connessione insufficiente e piattaforme malfunzionanti il risultato è stato evidente. Chi tra i nostri compagni era indietro è rimasta ancora più indietro”.

Insomma, quello che sta per partire, se partirà, è un anno che potrebbe creare nuovi problemi, di cui gli alunni saranno al contempo vittime e cavie: “Un modello di una scuola barcollante carente di mezzi che ha dimostrato di non funzionare e che non vogliamo che succeda di nuovo in uno scenario che per il momento appare dominato da incertezza e confusione – sottolineano – Il nostro pensiero vale e vogliamo che sia considerato. Ma perché ciò avvenga dobbiamo innanzitutto chiarirci le idee tra noi studenti incontrandoci, confrontandoci, scambiandoci le rispettive esperienze ed esigenze e ragionando su problemi di eventuali proposte”.

Ma non solo: la grande assemblea servirà anche per far arrivare forte e chiaro un messaggio a tutta la classe dirigente della città: “Dobbiamo farci sentire. Non possiamo lasciare ad altri la decisione della scuola e sul nostro futuro. Vogliamo chiarezza e vogliamo che la scuola torni a svolgere i suoi compiti in sicurezza, con l’obiettivo di mettere al centro la nostra formazione e di non lasciare indietro nessuno”.