Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Gli albergatori genovesi: “Boom di disdette dai turisti dopo l’ordinanza sulle mascherine”

In calo anche le presenze per il Salone Nautico: "Di solito a quest'ora era già tutto esaurito, ora speriamo di arrivare al 70-80%"

Più informazioni su

Genova. “Appena è uscita la notizia dell’ordinanza, sulla nostra chat di albergatori è stato un continuo di messaggi tutti dello stesso tipo. Disdetta, disdetta, disdetta, disdetta. Non saprei dire quante siano state, ma il danno sicuramente c’è stato”. Gianluca Faziola, presidente di Federalberghi Genova, non ha dubbi: il clamore mediatico legato alla mascherina obbligatoria nel centro storico di Genova è stato l’ennesimo problema in un’annata tragica per gli hotel in città. Una tegola che colpisce pure l’appuntamento clou di questo periodo: il Salone Nautico.

Prima il lockdown in piena primavera, un periodo cruciale per il turismo a Genova. Poi una stagione estiva mutilata che ha lasciato ai margini le mete culturali a parziale vantaggio delle località balneari. Ora la Liguria che balza in vetta alle regioni italiane per numero di contagi, diventa “zona rossa” per la Svizzera e infine adotta per il proprio capoluogo restrizioni simili a quelle in vigore in città europee ben più blasonate. Comunque sia, una pubblicità decisamente cattiva.

La conseguenza? “Quest’anno sarà un Salone Nautico deludente – spiega Faziola -. Di solito a due giorni dall’inizio registravamo il tutto esaurito, soprattutto tra mercoledì e sabato, mentre eravamo più deboli sugli ultimi giorni dopo il weekend. Invece al momento abbiamo ancora molte camere libere. Alla fine ci aspettiamo di arrivare intorno al 70-80% di riempimento, comunque molto meno rispetto agli anni passati”.

Certo non sarà tutta colpa dell’ordinanza regionale sulle mascherine se durante una pandemia si spostano meno persone per visitare un’esposizione di barche, ma quel provvedimento, secondo gli albergatori, “ha contribuito in maniera molto negativa – continua Faziola -. Siamo finiti sulle prime pagine dei giornali internazionali e questo ha tenuto lontano anche i potenziali visitatori dell’ultimo minuto. Le disdette sono arrivate in maniera abbastanza traversale sia dagli italiani sia dai pochi stranieri che eravamo riusciti a conquistare. Purtroppo non è stato valutato l’impatto che avrebbe avuto sul mondo del turismo”.

Eppure al primo posto viene la salute pubblica. Eppure nel centro storico c’è stata davvero un’escalation di contagi, con una circolazione del virus 10 volte superiore a quella osservata in media a Genova durante l’estate. Qualche tipo di misura andava presa. “Secondo noi si poteva fare diversamente“, ribatte Faziola che punta il dito contro un passaggio ambiguo del documento, quello in cui si impone l’uso delle protezioni “ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale“.

Una formulazione che, presa alla lettera, non aggiunge molto alle norme che erano in vigore prima e che contemplavano già l’obbligo di indossare le mascherine quando non si potevano garantire le distanze, anche all’aperto. “Ma se il tema era far rispettare l’uso della mascherina nelle situazioni più a rischio, la soluzione era aumentare i controlli, non emanare una nuova ordinanza. Noi siamo assolutamente convinti che il rispetto delle regole e l’uso della mascherina siano fondamentali. Il punto è che l’ordinanza non aggiunge niente alla norma che c’era già prima. Così torniamo da capo. Nessuno si è confrontato con noi e il ritorno è stato molto negativo”.

Quindi: estate da dimenticare, Nautico sotto le attese. Cosa aspettarsi per il resto del 2020? “Quello che ci attendiamo non è tanto diverso – conclude Faziola -. Continua a mancare una grossa fetta del mercato business travel, cioè i pernottamenti legati ai viaggi di lavoro. Lo smart working continua a influire e questo pesa in maniera determinante. C’è stato qualche congresso, ma molto meno degli altri anni. Ora speriamo che i 600mila euro stornati al Comune per il mancato incasso della tassa di soggiorno vengano spesi per fare promozione in maniera efficace”.