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Giorgia Meloni a Genova: “Fanno terrorismo sul Covid perché non vogliono che andiate a votare”

Pienone all'evento finale della campagna elettorale di Fratelli d'Italia con Toti e Bucci, la leader: "Obiettivi? Sono scaramantica"

Genova. “Questo terrorismo che si sta facendo sulla faccenda del Covid, secondo me per spaventare le persone perché non vadano a votare, non lo dovete prendere in considerazione. Andiamo a votare, non abbiate paura”.

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Nella settimana dei big per la chiusura della campagna elettorale per le regionali anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, è arrivata a sostenere la candidatura di Giovanni Toti. Molta calca, tante bandiere e poche distanze all’evento clou che ha fatto registrare il pienone nello stabilimento di corso Italia scelto per il comizio. Presenti anche il sindaco Marco Bucci, il senatore Ignazio La Russa e tutti i vertici locali del partito.

Del resto Meloni lo ha rimarcato chiaramente: gli avversari usano “due pesi e due misure: quando noi facciamo le manifestazioni c’è il rischio Covid, il giorno dopo siamo degli irresponsabili e poi si assembrano alla festa dell’Unità, e lì il Covid sembra che non arrivi. Quando c’era il lockdown gli italiani chiusi dentro casa se uno usciva sulla spiaggia lo rincorrevano col drone, adesso che scappano gli immigrati clandestini positivi al Covid dai centri d’accoglienza i droni sono spariti”.

E rinnova l’appello al voto: “Bisogna andare con tutti i dispositivi che conoscete, le istituzioni garantiranno che si possa votare in sicurezza, ma non vi fate spaventare. Il Covid è stato usato fin troppo in maniera discrezionale dal governo”.

L’obiettivo di Fratelli d’Italia per le regionali è “crescere rispetto alle ultime elezioni“, dice Meloni. La deputata non vuole parlare di percentuali: “Sono scaramantica“, ripete, e sull’ipotesi di superare il 10% si limita a un “vedremo”. Meno cauta quando dà per certa la riconferma di Toti: “Mi pare un fatto che i due governatori che vengono dati più probabilmente riconfermati sono due governatori di centrodestra, e quattro che stanno combattendo sono di centrosinistra”. Poi ricorda che le battaglie si devono “prima combattere e poi si valuta il risultato. Stiamo trovando molto entusiasmo su tutto il territorio nazionale”.

Elezioni che, come da copione, saranno interpretate subito come benchmark per la tenuta del governo giallorosso. Ma quella che parla a Genova è una Meloni improntata al realismo: “Conte si dimetterà se vincesse il centrodestra? Quando mai, figuriamoci. Se a Conte interessasse quello che pensano gli italiani non sarebbe lì, e così il Pd e i 5 Stelle. Non penso che si dimetterà, ma c’è un limite a tutto e un giorno qualcuno dovrà fare i conti con l’articolo 1 della Costituzione italiana che dice che la sovranità appartiene al popolo. E se il popolo gli dice che al governo non ce li vuole prima o poi qualcuno i conti con questa realtà dovrà farli”.