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Giallorossi, l’alleanza è appena nata ma per gli M5s è tracollo (-14%) e il Pd perde 5 punti

La lista civica di Sansa non sfonda ma rosicchia consensi ai dem. Poi la dèbacle dei renziani e di Massardo e lo "zero virgola" dell'ex grillina Alice Salvatore

Genova. Le elezioni non sono un sistema algebrico e due segni negativi non ne fanno uno positivo. Così si potrebbe spiegare, tra le altre cose, la débacle dei giallorossi nell’unica regione dove i due partiti al governo hanno deciso di provare a replicare quel modello su scala locale. Il Pd ha perso oltre il 5% rispetto alle regionali 2015 (19,89%), il Movimento 5 Stelle ha perso oltre il 14% (da 22% è passato a 7,78%). In termini assoluti, decine di migliaia di voti e una manciata di poltrone Frau in meno all’interno del consiglio regionale.

La lista civica a supporto di Sansa Presidente non ha sfondato. E’ andata meglio a Genova che nelle altre province (particolarmente male nel savonese dove pure esisteva uno dei più agguerriti gruppi di pressione a supporto del giornalista): la media regionale è attorno al 7%. Di sicuro c’è solo che il candidato presidente sarà consigliere: “Ci ho messo la faccia, ora farò opposizione”. Tra le fila del Pd, soprattutto a Genova, qualcuno nota che la lista civica ha rosicchiato ai dem più voti del previsto. Nonostante quel “Sansa presidente” nel simbolo sulla scheda elettorale pensato (anche) per scongiurare il rischio del voto inerziale sulla lista del candidato.

Certo, se si devono fare i conti con il (recente) passato, i pentastellati hanno ben altri grattacapo rispetto agli alleati. La notizia buona, per loro, è che temevano di stare sotto il 7%. Quella cattiva è che non sono molto sopra questa percentuale. Una decrescita a due cifre che rispecchia un calo di consensi a livello nazionale e che porterà il movimento a una discussione interna che si preannuncia molto difficile. “Per quanto mi riguarda, in una situazione difficile, contro un carro armato come Toti, credo che il nostro sia un ottimo risultato. Il calo del M5S è endemico, qui in Liguria il Movimento ha tenuto”, ha detto il deputato grillino Sergio Battelli.

Ma lo stesso Battelli ammette: “Il M5S oggi o cambia o va incontro a una crisi profonda che potrebbe non essere più curata. E quando parlo di cambiamento, parlo di cambiare tutto. La perdita di così tanti voti è dovuta al fatto che il M5S non sa più parlare alle persone. Sediamoci tutti, facciamo degli stati generali veri: non accetterò blitz su questo tema. Ci vuole un approfondimento chiaro, dalla governance alla struttura, passando per il rapporto con i territori e gli attivisti”. L’interrogativo che qualcuno si pone, fra i grillini, è se l’alleanza con il Pd è destinata ad azzerarli ancora di più o se sia invece la strada da seguire.

Non si può non notare che, nello stesso giorno della disfatta alle regionale, il M5s ha incassato una sostanziale vittoria al referendum, con la maggioranza dei sì.

All’interno della coalizione, risultato deludente per la “sinistra-sinistra”. Linea Condivisa si ferma prima del 2,47%. Gianni Pastorino però tornerà lo stesso in via Fieschi. Gli altri – Europa Verde, Demos, Centro Democratico – insieme non arrivano al 1,4%.

Ancora peggio fa il candidato “guastafeste” del fronte anti-Toti. L’ex preside di Ingegneria Aristide Massardo si blocca al 2,4%. Non raggiunge quindi il numero sufficiente di preferenze per essere rappresentato in consiglio. Una campagna impostata più contro Sansa che contro Toti, soprattutto dopo l’endorsement ufficiale di Italia Viva. “Sono stati talmente antipatici che è meglio che abbiano corso per conto loro”, è il gigantesco sassolino che Sansa si toglie, alla fine della giornata.

Sullo sfondo la parabola vertiginosa di Alice Salvatore. Delfina di Beppe Grillo, nel 2015 si era candidata presidente della Regione con il M5s e aveva ottenuto quasi il 25% delle preferenze. Dopo aver sbattuto la porta dei cinquestelle e aver fondato il suo partitino (per dimensioni), ilBuonsenso, non è arrivata all’1%. Ha avuto più voti come presidente che come lista, segno che qualcuno l’ha scelta per praticare il voto disgiunto. Il suo futuro politico, al momento, è tutto da scrivere ma lei ci crede: “Mondo, Italia, Liguria! ilBuonsenso è nato. Migliaia di cittadini hanno votato con ilBuonsenso, e questo è solo l’inizio. Ora andremo in tutta Italia”, scrive su Facebook.