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Forno crematorio a San Biagio, Bucci agli abitanti: “Valuteremo anche altri siti”

Nuovo incontro tra due-tre settimane, anche se non sarà scontato trovare una collocazione alternativa

Genova. Un impegno del sindaco di Genova Marco Bucci a valutare altri siti alternativi al cimitero della Biacca per la realizzazione del forno crematorio che dovrà supportare quello di Staglieno, non più in grado di rispondere al crescita costante di richieste di cremazioni. E’ quanto emerso dall’incontro che questo pomeriggio il sindaco di Genova ha avuto con una delegazione degli abitanti del quartiere di San Biagio.

L’incontro a cui hanno partecipato anche gli assessori Giorgio Viale e Matteo Campora, è durato una mezz’ora. Gli abitanti hanno spiegato al sindaco le ragioni del loro no al forno – ci sono state già due assemblee di quartiere con la raccolta di centinaia di firme – e il Comune si è impegnato a fare ulteriori approfondimenti per rivedersi tra qualche settimana.

“Abbiamo spiegato al sindaco che ci sono anzitutto ragioni di salute perché il forno sarebbe comunque molto vicino alle case – spiega Marco Torretta del comitato San Biagio e Serro – e loro ci hanno spiegato che per quanto riguarda le emissioni si tratta di forni di ultima generazione che producono esclusivamente vapore acqueo”.

Poi c’è la questione delle servitù: il quartiere di San Biagio, scelto da molti degli attuali abitanti per le potenzialità di un’area riqualificata e verde, in realtà ha subito e subisce in questi anni cantieri ‘pesanti’ come quello del terzo valico, ha ospitato per mesi i detriti del ponte Morandi, ha una grande lavanderia industriale e un recente nuovo parcheggio di camion, per non parlare della Gronda che sarà l’ennesimo cantiere con cui convivere. La riqualificazione invece non si è mai completata visto che il fallimento di Coopsette è arrivato prima della realizzazione dell’area verde destinata ai bambini e a lungo attesa dal quartiere.

Da quanto emerso per Tursi la realizzazione del forno è indispensabile alle esigenze della città e dovrà essere fatta in tempi brevi, tanto che il Comune ha dato il via libera al project financing presentato da un’Ati di aziende lombarde che prevede un un corpo di fabbrica di 780 mq con una parte visitabile dal pubblico e una parte riservata agli operatori e una sala con 2 forni di cremazione.

E fino ad oggi il cimitero della Biacca è risultato il sito più idoneo sia dal punto di vista della viabilità e sia da quello della struttura piana del cimitero stesso: “Ci hanno detto che il forno deve essere costruito all’interno di un cimitero, ma con una variante al Puc se venisse trovata un’area adiacente potrebbe essere costruito altrove – spiega ancora Torretta – vedremo cosa ci diranno, ma quantomeno abbiamo avviato un dialogo”.