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Elezioni al tempo del Covid, a Genova mancano gli scrutatori: dal Comune chiamata last minute

Tursi costretto a cercare scrutatori e presidenti di seggio, se non li troverà si correrà ai ripari con delle assunzioni interinali

Genova. Il Comune di Genova sta correndo ai ripari con una chiamata “last minute” per trovare scrutatori e presidenti di seggio in vista della tornata elettorale delle regionali e del referendum di questo fine settimana.

Un giorno di tempo o poco più, per chi fosse interessato, per dare la propria disponibilità agli uffici elettorali della pubblica amministrazione inviando una mail a elettorale@comune.genova.it (e qualcuno sta già rispondendo).

Già alla fine della scorsa settimana il Comune aveva contato 420 rinunce rispetto al numero totale di 2644 scrutatori, circa il 16%, poi la cifra dei rinunciatari è salita a 855, quasi un terzo del totale. Dagli uffici, allora, avevano spiegato che non la situazione non era preoccupante in termini organizzativi perché esisteva un bacino di circa 200 riserve a cui attingere. Anche quella cifra, però, si è ridotta.

Da Tursi spiegano che il problema non riguarda i seggi mobili Covid ma parte dei 653 standard e che “il voto non è a rischio”. Se non si dovessero trovare scrutatori e presidenti la soluzione per il Comune sarebbe quella di assumere degli interinali per coprire determinati servizi e di spostare così alcuni impiegati comunali sui seggi. La situazione non è ancora definita (sostituite circa 600 persone) e la direzione dei servizi elettorali è ancora al lavoro.

Molte rinunce, fanno capire dal Comune, sono inevitabilmente legate alla particolare situazione Covid, che impone ad esempio l’uso della mascherina all’interno dei seggi, l’utilizzo costante di igienizzanti e il contatto con il pubblico, un impegno per cui non sono state previste maggiorazioni rispetto alla retribuzione.

Per i presidenti è previsto un forfait di 187 euro per i presidenti e di 145 per segretari e scrutatori. Altri 37 e 25 euro sono previsti per chi debba occuparsi anche delle elezioni comunali.

Scrutatori e presidenti iscritti alle liste e nominati dal Comune sono obbligati a presentarsi ai seggi. Chi rifiuta l’incarico senza giustificato motivo per legge è punito con una multa da 309 a 516 euro. La “paura del Covid” non rientra tra i giustificati motivi, è sufficiente, per evitare la multa, presentare un’autocertificazione per problemi familiari o di lavoro. IL problema è che gran parte degli scrutatori non si è mai recato a ritirare la nomina.

Intanto in queste ore super lavoro degli uffici comunali anche per il rilascio delle tessere elettorali smarrite o scadute. Quelle rilasciate oggi sono state 909, di cui, agli sportelli centralli 577 e 332 nei municipi.