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Disabili, Fassio (Lega): “Stop burocrazia, sì a percorsi personalizzati di accompagnamento delle famiglie””

"È inammissibile che i bambini disabili facciano la fila in codice giallo. C'è bisogno di un'accoglienza e un percorso diverso"

Genova. “Sburocratizzazione e semplificazione. Sarà il primo impegno che porterò in Regione Liguria in caso di elezione, in favore soprattutto delle persone più fragili”. Lo dice Francesca Fassio, candidata della Lega al Consiglio regionale alle elezioni del prossimo 20 e 21 settembre.

“La disabilità non è soltanto una questione di deficit, di mancanza. Nel maggio 2001 è stata classificata come conseguenza della relazione tra condizione di salute di un individuo e fattori personali ed ambientali in cui la persona vive. È dunque necessario pensare a modifiche dell’ambiente in cui tutti i giorni viviamo. Anche perché la disabilità può riguardare ognuno di noi, in qualunque momento della nostra vita”.

In questo percorso – stando alla candidata Fassio – è centrale il ruolo della famiglia che, molto spesso, si trova abbandonata dal sistema e deve invece essere accompagnata fin dal principio. “Il momento più critico è quello della comunicazione della diagnosi o della comparsa della disabilità. La famiglia non va lasciata sola, ma deve essere aiutata a prendere coscienza e inquadrare i bisogni. Occorre dare un sostegno psicologico e una corretta, per quanto possibile, inquadratura della situazione sanitaria, un accompagnamento alla crescita e un aiuto nelle pratiche legali e amministrative tramite uno sportello dedicato”.

Un percorso personalizzato sulle esigenze individuali. “Vogliamo disegnare attorno a ciascuna persona disabile il proprio progetto di vita. Un progetto che ovviamente cambierà frequentemente e dovrà essere monitorato e riprogrammato. E che risponderà alle esigenze individuali, siano esse di natura sanitaria (nuove misure socio-sanitarie, proposta di riabilitazione a scuola, residenziale/semiresidenziale, domiciliarità) o sociale (accessibilità alla scuola, formazione degli insegnanti e degli educatori, corsi di formazione per una corretta inclusione lavorativa, tutela della legge 68/99, promozione del ruolo della famiglia e del tempo libero)”.

“È inammissibile che i bambini disabili facciano la fila in codice giallo. C’è bisogno di un’accoglienza e un percorso diverso e definito. Mi candido in Regione anche per questo, per portare un accesso all’ospedale prioritario per le fasce più deboli, e che sia continuativo nella presa in carico (stop agli abbandoni una volta raggiunta la maggiore età). Ma serve anche una specializzazione nella specialità follow-up e nella cura, la predisposizione di un database travsersale (cartella clinica in rete) e una garantita disponibilità di farmaci per i più fragili. Per quanto la strada sia in salita e colma di ostacoli, abbiamo la determinazione giusta per portare ad un più alto livello la voce dei più deboli” conclude Fassio.