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Depositi costieri alla foce del Polcevera, la commissione a Tursi non scioglie i dubbi sul rischio aereo fotogallery

Enac, l'ente nazionale di aviazione civile, non era invitato, cosa che ha fatto infuriare l'opposizione. La delibera della giunta Bucci che non esclude il dislocamento a Sampierdarena andrà ai voti in consiglio

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Genova. La risposta più attesa, anche dai cittadini genovesi, dalla commissione consiliare – in streaming causa Covid – chiamata a discutere la delibera della giunta Bucci sulle aree che potranno ospitare i depositi costieri oggi situati a Multedo non è arrivata. Ovvero: se davvero il “petrolchimico” troverà spazio alla foce del Polcevera, in parte del terminal Messina, quali sono i rischi legati al cono aereo dei voli sull’aeroporto di Genova? La risposta non è arrivata perché alla commissione, oggi, non erano invitati rappresentati di Enac, l’ente nazionale di aviazione civile che, prima o poi, dovrà dire la sua sugli eventuali progetti.

L’assenza di Enac ha fatto infuriare parte dell’opposizione che ha chiesto, ma non ottenuto, di sospendere e rinviare la commissione. Gli assessori comunali presenti, Simonetta Cenci (Urbanistica) e Maurizio Maresca (Sviluppo economico portuale) hanno spiegato che per la delibera in discussione – che alla fine è stata comunque rinviata alla votazione in consiglio con la maggioranza dei voti – non era necessario il parere di Enac. La delibera, come noto, è una norma regolamentare integrativa legata al piano di rischio aeroportuale – ha ricordato Cenci – “che consente a est della Foce del Polcevera l’insediamento potenziale di specifiche funzioni quali ad esempio i depositi costieri”. Tra gli auditi anche il responsabile del sistema per la gestione ambientale del porto di Genova Giuseppe Canepa.

Tutti relatori che hanno sottolineato come la delibera in questione non sia equivalente a una decisione. “Nel caso dovessero arrivare dei progetti di spostamento da parte delle aziende – ha affermato Canepa – si dovrà procedere con una variante del piano portuale, inviare il tutto al consiglio superiore dei lavori pubblici e poi ai soggetti titolati a valutare il progetto tra cui anche lo stesso Enac”. La delibera è basata, tra le altre cose, su uno studio tecnico commissionato dall’autorità portuale e che analizza varie opzioni per il trasferimento dei depositi costieri (nella photogallery trovate alcuni rendering). Ma al centrosinistra e al M5s queste e altre rassicurazioni – come quella che in futuro si potranno organizzare confronti pubblici con i cittadini – non sono bastate.

“Inviterei i presenti a non offendere l’intelligenza di nessuno facendo finta che questa pratica non sia prodromica a una scelta ben precisa – l’intervento di Alessandro Terrile, Pd – una pratica che fa emergere problemi di trasparenza delle scelte, di coinvolgimento dei territori e di compensazioni per i quartieri che debbano sopportare certi oneri”. Multedo fino a oggi, Sampierdarena (e la vicina Cornigliano) domani. E infatti alla commissione erano presenti anche i municipi Medio Ponente, con il presidente Mario Bianchi, e Centro Ovest, rappresentato dalla vice Lucia Gaglianese (il presidente è assente per malattia da qualche giorno, oltre a essere prossimo a una sfiducia da parte del consiglio). La vicepresidente del municipio Centro Ovest, retto al momento dal centrodestra, ha ribadito la contrarietà di fondo al trasferimento – “Mi auguro che non sia nel nostro municipio” – ma lasciando aperta qualche porta – “Non rifiuteremo il dialogo, chiederemo di capire se ci saranno condizioni di rischio elevato”.

Alla commissione anche Ugo Truffelli, per il municipio Ponente, che ha tenuto a sottolineare come “sia necessario che le alternative a Multedo siano realistiche, perché se si parlerà ancora di depositi off-shore o riempimenti sulla diga foranea, il quartiere è destinato ad avere Carmagnani e Superba per altri 100 anni”. La proposta di collocare i depositi in mare aperto è arrivata, nei giorni scorsi, dal comitato dei residenti di Lungomare Canepa.

Tra i più accessi critici della delibera e dello svolgimento della commissione, Stefano Bernini, anche lui consigliere Pd, che ha definito da “bar sport” l’illustrazione dei contenuti della delibera stessa. Stefano Giordano, M5s, ha fatto notare che “sono stati chiesti approfondimenti e che questi non sono arrivati”, il suo collega Fabio Ceraudo sperava che fossero presenti anche le aziende: “Perché non è detto che Carmagnani e Superba siano ancora interessate a spostarsi”.

Generica

Voce fuori dal coro, tra i banchi dell’opposizione, quella di Mauro Avvenente (Italia Viva), un tempo presidente del municipio Ponente, dove si trova Multedo, e che del trasferimento dei depositi costieri ha fatto una sua personale battaglia. “La politica oggi deve prendersi la responsabilità di una scelta che sia supportato da elementi di carattere tecnico e andare avanti, altrimenti a Multedo, continueranno a vivere con le cisterne a cinque metri dalle case”. Il suo voto è stato comunque negativo, per l’assenza di Enac alla commissione.

Passando alla maggioranza, anche per Mario Baroni (Cambiamo) e Luigi Grillo (Forza Italia) è “arrivato il tempo delle scelte”, ma nei prossimi passaggi sarà necessario “un maggiore coinvolgimento della cittadinanza”. Assordante, durante la commissione, il silenzio della Lega. Molti consiglieri genovesi del Carroccio hanno come aree di riferimento politico proprio i quartieri interessati dalla vicenda.

Il trasferimento dei depositi costieri da Multedo a un’altra area della città è una delle priorità del sindaco Marco Bucci fin dall’inizio del suo mandato e anche recentemente ha dichiarato di voler risolvere la questione entro la sua scadenza, nel 2022.