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Dal governo quattro commissari per quattro grandi opere in Liguria (no, la gronda non c’è)

Nell’ambito di un progetto più ampio dell’esecutivo su una trentina di infrastrutture in tutto il Paese

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Genova. Lo scopo è quello di replicare anche per altre opere quello che si è riusciti a fare con il ponte Genova San Giorgio. Il modello Genova diventa modello davvero: il governo ha deciso, e presto ufficializzerà il tutto, di posizionare una trentina di commissari straordinari (il ruolo che qui era di Marco Bucci) su altrettante grandi opere.

Poteri speciali, procedure più snelle, mandati a velocizzare ma nel rispetto delle norme, a partire da quelle antimafia. In Liguria sono quattro le opere per cui si applicherà questo sistema e si tratta del nodo ferroviario genovese (in collegamento con la parte finale del terzo valico), del raddoppio ferroviario tra Genova e Ventimiglia e della linea Pontremolese e della nuova diga del porto di Genova.

No niente gronda, nell’elenco. Non tanto e non solo perché non esiste ancora la firma del governo e del ministero dei Trasporti sul progetto approvato dal parlamento ma anche perché si tratta di un’infrastruttura che prevede i soldi di un privato, Autostrade per l’Italia.

Delle opere liguri che avrebbero un commissario straordinario l’unica già finanziata è quella relativa al nodo ferroviario genovese ma nei giorni scorsi la ministra De Micheli ha annunciato l’arrivo di 18 miliardi per le grandi opere nella nostra regione.

Le figure dei commissari dovrebbero essere tecnici e non politici, persone già esperte nell’ambito delle costruzione e dei grandi cantieri pubblici come manager Anas o Rfi.