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Covid, scrutatori in fuga da seggi ma in tanti rispondono all’appello del Comune

Gli uffici elettorali hanno quasi concluso la sostituzione degli 855 rinunciatari: lotta contro il tempo in vista del voto di domenica e lunedì

Genova. E’ una lotta contro il tempo, tenendo conto che a questo punto tutto avrebbe già dovuto essere abbondantemente messo a punto, ma il voto, a Genova, non è a rischio e il Comune, per aprire le urne in tutte le 653 sezioni cittadini, non dovrà ricorrere all’utilizzo in extremis di dipendenti comunali sostituiti a loro volta da interinali.

Sono state molte le risposte alla chiamata del Comune di Genova e in queste ore gli uffici elettorali stanno provvedendo a sostituire gli ultimi 200 scrutatori rinunciatari e a completare i collegi. Intorno alle 18 c’erano ancora 4 o 5 sezioni da ultimare – in alcuni casi si è risolto “promuovendo” scrutatori a presidenti – alcune nel ponente cittadino, altre in diversi quartieri.

Ieri pomeriggio l’ente aveva dovuto ricorrere a un appello sui social per trovare i sostituti di 855 scrutatori e presidenti di seggio, praticamente uno su tre. Con le mail arrivate è stato possibile colmare le lacune.

Il problema si è creato perché in molti fra coloro che erano stati nominati dal Comune nelle liste non si sono mai presentati a ritirare la nomina stessa. Molte rinunce sono legate alla paura del Covid e al fatto che, gli addetti ai seggi, ad esempio dovranno indossare la mascherina per diverse ore di seguito.

Inoltre, nonostante il maggiore impegno richiesto per garantire un voto in sicurezza, non sono state previste maggiorazioni rispetto alla retribuzione (224 euro per i presidenti di seggio, 170 euro per scrutatori e segretari).