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Covid, Pastorino (Linea Condivisa): “Toti e Viale precludono la politica dei tamponi”

"Noi sciacalli? Tutelino la popolazione anziché negare i numeri e nascondere gli errori sotto al tappeto".

Genova. “Il presidente Toti e l’assessore Viale si ostinano a non voler avviare una politica sistematica dei tamponi. Lasciando così inevase tantissime istanze, che noi invece riterremmo importanti anche ai fini di un’azione conoscitiva e preventiva della diffusione del covid sul territorio ligure”. Lo dichiara il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino, candidato capolista nel collegio di Genova alle prossime elezioni regionali.

“Torniamo alla questione dei porti. Pensiamo alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori marittimi, pensiamo ai passeggeri che sbarcano negli scali della Liguria: lo ribadiamo, in molte città italiane le autorità portuali, assieme alle compagnie di navigazione, hanno approntato una procedura che consente di effettuare tamponi, rapidamente e con pochi disagi. In Liguria no, eppure Genova è il più grande porto d’Italia –ricorda Pastorino -. L’importante, per Toti e Viale, è nascondere un po’ di polvere sotto al tappeto. Un brutto vizio che avevamo già notato nei periodi più duri del lockdown. I conti stranamente non tornavano, e infatti su questo sta indagando la magistratura”.

“E oggi, ciò che sorprende di più sono proprio i numeri, impietosi: il covid continua a essere presente su tutto il territorio nazionale, aumentano le persone ospedalizzate e in rianimazione. In Liguria la situazione appare più sotto controllo, ma crescono i casi in terapia intensiva –evidenzia Pastorino -. Toti definisce “sciacalli” coloro che osservano con attenzione la diffusione del virus. Salvo poi dover correre ai ripari con ordinanze restrittive urgenti, come nel caso di La Spezia, riconoscendo esplicitamente che il problema del contagio esiste, eccome. E non solo nell’estremo levante”.

“Non ci piace essere definiti allarmisti, perché non lo siamo. Ci piace però considerare la salute dei cittadini un valore primario. E ci piace che vengano messe in campo tutte le necessarie azioni preventive, anziché costringerci alle misure di emergenza. Ma questo pare non incontrare i gusti della cultura imperante –commenta Pastorino -.Fra marzo e maggio abbiamo potuto apprezzare la professionalità e la competenza dei nostri medici, infermieri, tecnici e oss. Ma abbiamo anche osservato le carenze subite nell’approvvigionamento dei dpi, l’isolamento dei medici di famiglia, le difficoltà in cui si sono trovati i medici di continuità assistenziale”.

“Siamo stati testimoni dell’improvvisazione e della confusione che regnavano presso i vertici della sanità regionale. Ecco: a noi piacerebbe che tutto ciò fosse evitato –conclude Pastorino -. Vogliamo che agli operatori sanitari siano forniti gli strumenti per fronteggiare una recrudescenza del virus. Vogliamo sapere quanti dpi oggi siano a loro disposizione e come vengano distribuiti. Sembra però che tutto questo sia secondario, per chi governa la sanità ligure. E sia più facile negare i numeri, oppure aggredire con offese del tutto gratuite”.