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Coronavirus, il nuovo Dpcm: mascherine obbligatorie, restano chiusi stadi e discoteche

In Liguria obbligatorie 24 ore su 24 alla Spezia, sì al ricongiungimento delle coppie divise tra Italia ed estero

Roma. Resta l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso e all’aperto se non può essere garantita la distanza tra persone. La capienza sui mezzi pubblici viene portata all’80%, come ottenuto dalle Regioni al termine di una lunga trattativa col governo. Ma soprattutto rimangono chiuse le discoteche e gli stadi, nonostante i numerosi appelli all’allentamento delle misure in vista della ripresa del campionato. Sono i punti salienti del nuovo Dpcm sull’emergenza coronavirus che sarà in vigore dal 7 settembre fino al 30 settembre.

L’altra novità riguarda il ricongiungimento delle coppie divise tra l’Italia e un Paese estero al di fuori dell’area Schengen. Finora per l’ingresso da questi stati era necessario dichiarare motivazioni di lavoro o comunque di necessità, ora invece il nuovo decreto consente “l’ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l’abitazione e la residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi sia una stabile relazione affettiva”.

Resta l’obbligo di indossare la mascherina dalle 18 alle 6 (l’orario della movida) nei luoghi pubblici all’aperto dove non sia possibile rispettare il distanziamento, come previsto dall’ordinanza del ministero della salute. In Liguria fa eccezione solo la città della Spezia dove, a causa del boom di contagi negli ultimi giorni, la mascherina va indossata ovunque, non solo al chiuso, 24 ore su 24.

Per ora restano dunque inascoltate le parole del presidente ligure Giovanni Toti: “Se gli stadi tornano ad avere un po’ di tifo all’interno – aveva detto in settimana – credo sia un bene per i tifosi, per le società e per uno sport attorno al quale ruotano migliaia di posti di lavoro, è un grande business a cui prestare attenzione, non si può banalizzare dicendo che è l’ultimo dei problemi”.

Il suo omologo Alberto Cirio in Piemonte si è mosso attivamente per ottenere le porte aperte per Juventus-Sampdoria in programma alla prima giornata di campionato. Pressioni che Conte ha giudicato “inopportune”. E quindi governo inamovibile, almeno finché non scenderanno i contagi.

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