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Confagricoltura Liguria: dieci proposte per i candidati alle regionali

Più politica agricola e meno burocrazia: ecco i punti fermi degli agricoltori

Genova. In una campagna elettorale più mediatica e online del passato, stante le stringenti norme Covid-19, Confagricoltura Liguria si “adegua” e presenta con la cross comunication, e quindi simultaneamente online sul suo sito web, sulle pagine social ed attraverso la propria newsletter, il documento di posizione in vista delle imminenti elezioni regionali.

Il presidente di Confagricoltura Liguria, Luca De Michelis, sottolinea da subito che “abbiamo approvato, con i nostri organi dirigenti, un documento programmatico, in dieci punti, da sottoporre a tutti i candidati e a tutti i partiti che parteciperanno alle elezioni”.

Il documento, scaricabile e fruibile da chiunque sul portale di Confagricoltura Liguria, è diviso in due parti: un’analisi, settore per settore, del comparto agricolo ligure, con una fotografia molto nitida fatta di numeri e di punti di forza ed eventuale debolezza, ed una proposta, articolata in dieci punti, che racchiude la vision futura della Confagricoltura ligure.

“Dieci punti, che abbiamo chiamato (s)punti – prosegue De Michelis – proprio nell’ottica di dare idee che per noi sono però paletti imprescindibili”.

Innanzitutto più politica agricola e meno burocrazia, laddove il Psr sia solo strumento e non fine delle politiche della Regione. Poi il potenziamento delle reti e delle filiere come antidoto alla frammentazione fondiaria e per meglio stare sui mercati, specie per olio, vino ed orticoltura ligure, basilico su tutto.
Maggiore valore al territorio che equivale a meno spreco di suolo e abbandono dell’entroterra, con la visione di portare qui i turisti a vivere un’esperienza concreta, riaffidando all’agricoltura la custodia e lo sviluppo del territorio e utilizzando i prodotti di eccellenza come volano turistico-ricettivo.

Una nuova legge quadro di pianificazione del territorio dove l’agricoltura sia “il centro” e non “il di cui”.

E ancora lo sviluppo della ricerca, specie in florovivaismo, per ridurre il gap con i mercati globali, la necessità di infrastrutture sicure, e quindi un netto “si” a Terzo valico, Tav, Gronda e autostrade del mare, per meglio competere sui mercati ed evitare le perdite connesse con tutti i noti problemi infrastrutturali della nostra Regione.

Infine una crescita dell’energia green che abbatta anche i costi di produzione degli agricoltori e il punto nodale dei giovani, laddove la defiscalizzazione, gli incentivi ed il supporto permettano il ricambio generazionale, la diminuzione della disoccupazione e l’aumento della superficie coltivata in Liguria.

Documento di posizione Regionali 2020