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Classe Dinghy 12′, Vittorio d’Albertas si conferma campione italiano assoluto

Circolo Velico Santa Margherita Ligure in festa

Santa Margherita Ligure. Da sabato sventola il Gran Pavese nella spiaggetta del Circolo Velico Santa Margherita Ligure. Il titolo di campione italiano assoluto della classe Dinghy 12’ resta a casa. Dopo lo scorso anno a Imperia, Vittorio d’Albertas, col suo Lillia in vetroresina e legno azzurro Behemoth (notare in tempo di foiling la seconda parte del nome…) l’ha riconquistato a Pianello del Lario, all’85° campionato italiano Dinghy 12’ organizzato dallo Yacht Club Como con la importante collaborazione di Stefano Lillia, del suo cantiere e del museo della Barca Lariana di Ferdinando Zanoletti.

Il circolo porta a casa anche il primo posto tra i Master con l’inedita coppia composta da Federico Pilo Pais e Francesca Lodigiani sul Lillia Blu Amnesia, che hanno unito le proprie leggerezze (59 kg lui, 58 kg lei) per provare a competere con i pesi massimi. Un esperimento riuscito visto che i due, col loro cappellino bianco d’ordinanza calato quasi sugli occhi, oltre al premio riservato al primo Master, si sono piazzati al quarto posto assoluto. Ma tranquilli, non si tratta di tradimento di Lodigiani rispetto al suo amato Bonaldo vintage Cavallo Indomito.

La ragione della estemporanea decisione di regatare insieme, presa a meno di 24 ore dall’inizio del campionato, è stata determinata da una parte dall’assenza di concorrenti femminili con cui confrontarsi, dall’altra, arrivati a Pianello, dalla constatazione che di vento ce n’era molto e che molto ce ne sarebbe stato anche nei tre giorni del campionato.

Un campionato impegnativo disputato in tre giornate su sei prove corse sempre con vento tra gli 8 e i 15 nodi. Un Campionato in qualche modo da pesi massimi, vinto per la quarta volta dall’alto e dinoccolato timoniere torinese di nascita, ma tigullino d’adozione.

Un successo che in questo complicato 2020 assume anche un significato molto speciale. Vittorio è passato infatti attraverso la dura esperienza del Coronavirus, superato dopo un ricovero all’ospedale di Lavagna, e questa vittoria, a pochi mesi dalla guarigione, ha sicuramente valenza di esempio positivo e di speranza per molti.

Era nutrita la delegazione del Circolo Velico Santa Margherita Ligure che ha partecipato alla spedizione sull’alto Lago di Como. Capitanati dal presidente Gianni Castellaro con Ancun d’Assae, sono partiti con i loro Dinghy al traino Alessandro Bianchi con Elena Elena, Titti Carmagnani con Karmasutra, Vittorio d’Albertas, Marcello De Gasperi con Gallinella, Andrea Falciola con SuperPippo, Amedeo Ferri con Gagà, Armando Gambaro con Pedro, Filippo Jannello con Cicci, Paolo Ermolli con Half Fly, Franco Fondi con Nuvola d’Argento, il segretario Aicd Francesca Lodigiani, Luca Manzoni con Rose est l’Amour, Paolo Pasquini con Lunetta, Vincenzo Penagini con Plötzlich Barabba, Federico Pilo Pais, Giorgio e Marco Puccini con Your Song e Turandot e Bruno Tosco con Gatto Silvestro.

A loro si sono uniti altri liguri eccellenti e cioè il capoflotta della Liguria Fabio Pardelli con Uly, Alberto Patrone, che col suo Colombo Damina si è piazzato ottavo assoluto e ha vinto il titolo italiano dei Dinghy Classici, il già olimpionico Nello Ottonello con Giulia, vincitore della Coppa Bariffi riservata al dinghy d’epoca meglio classificato. E ancora: Matteo Baù col glorioso Marzia, che fu del pluricampione Angelo “Pinne” Oneto, arrivato decimo assoluto, Flavio Lorenzi con Federico, Furio Francesia Berta con Ob One, il presidente del Circolo Nautico Rapallo Manlio Meriggi con Opus Cactus, e Giuseppe Patrone con Stratagemma.

L’85° campionato italiano è stata l’unica regata nazionale della classe Dinghy 12’ che si è “salvata” dal Covid-19. Organizzata nel rispetto dei protocolli di sicurezza adottati da Federvela, ha avuto una partecipazione rilevante: ben 74 concorrenti (considerati i 72 timonieri e le prodiere dei due scafi che hanno corso in doppio) venuti veramente da tutta Italia.

Tra i rappresentanti del Circolo Velico non sono riusciti a mantenere il loro alto standard Filippo Jannello, Andrea Falciola e Vincenzo Penagini, che al di là di essere svantaggiati rispetto a pesi massimi del calibro di Enrico Negri detto Negus, Giuseppe “Pelle” Pellegrini, Vittorio Macchiarella o Roberto Benedetti, per citare quelli con i migliori risultati di giornata, sono anche incappati in incidenti di percorso che li hanno fatti scivolare in classifica tra il 18° e il 29° posto. Un Ocs per Falciola, una squalifica per Jannello, un Ocs ed un ritirato per Penagini. Da segnalare invece l’ottima performance di Alessandro Bianchi con il suo elegante Colombo Classico Elena Elena dalla livrea avorio con bordo in coppale applicato a regola arte.

Alessandro, figlio e nipote velicamente d’arte, ha chiuso nella “prima pagina” della classifica al 34° posto con un DNF nell’ultima regata, ma un 16° e un 12° in due delle prove precedenti e la vertigine di vedersi a tratti quasi in testa. Una speciale menzione merita poi Amedeo Ferri, alla prima stagione in Dinghy, che col suo Lillia Gagà ha tranquillamente concluso tutte le prove guadagnandosi il Trofeo Bra_Ba, dedicato dal Negus, dal Pelle e da Stefano Lillia ai loro grandi amici e dinghisti recentemente scomparsi Ezio Braga e Vittorio Bassi, e messo in palio nell’anno della sua istituzione per chi a fondo classifica avesse il punteggio sì più alto, ma avendo concluso tutte le sei prove.

Amedeo, appunto, col suo 62° classificato, che, per curiosa coincidenza, corre con l’ultima barca che fu del Braga.
Cala il sipario sull’85° Campionato Italiano, fortemente voluto dall’AICD-Associazione Italiana Classe Dinghy 12’. Un campionato che nonostante le restrizioni e l’impossibilità di avere gli usuali momenti conviviali, ha ottenuto un grande successo anche grazie alla calda accoglienza riservata a casa propria da Stefano Lillia e Ferdinando Zanoletti, figlio del fondatore del Museo della Barca Lariana, insieme al loro collaborativo personale. E grazie al gran lavoro svolto, col supporto della dirigenza del suo club, dal Direttore Sportivo dello Yacht Club Como Roberto Spata, sia a terra, coordinando il nugolo di ragazzini della squadra agonistica che hanno efficacemente aiutato negli alaggi e vari, che in acqua, nella gestione del campo di regata e dell’assistenza ai concorrenti, in affiatato coordinamento col Comitato di Regata presieduto da Franca Venè. Ottimo anche il lavoro di Enrico Pilla, che ha presidiato il campo di regata ai fini “della 42” con gommone che la J di Jury a riva, operando sempre con competenza e buon senso.

Chiudiamo con un flash edonistico/mondano. Sì perché a questo giro il presidente col baffo Gianni Castellaro, insieme ad altri sei del Circolo, Velico, ha colto l’occasione offerta dal proprietario del Museo di affittare una magione dal sapore del tempo che fu adiacente al museo, al Cantiere Lillia e quindi alle barche. Una bella villa con cucina enorme e superattrezzata (per un periodo c’è stato un ristorante con aspirazioni stellari) che ha ispirato il nostro Jannello, ottimo cuoco, particolarmente attento alla qualità della spesa. In sintesi, nessuno si è sognato di uscire a cena e Jannello, dotato di efficienti assistenti volontari (Lodigiani, D’Albertas, Manzoni, Castellaro, Tosco) e la partecipazione esterna e rilassata del noto Titti, si è esibito in piatti di grande bontà, dall’apparente semplicità, preceduti da gin tonic e altri aperitivi soft in giardino all’ora del tramonto. Va detto infatti che le regate si disputavano a cinque minuti di navigazione dal piazzale degli scafi e di fatto si è sempre stati in acqua solo poche ore. Tanto che l’ultimo giorno, intorno all’imponente tavolo da castellani, sono stati ammessi per un buffet anche gli altri soci del CVSML presenti a Pianello.