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Centro storico, stretta sui controlli. E Bucci alza la voce: “Se servono più agenti chiediamoli”

Rispetto "ferreo" dell'ordinanza sulle mascherine, movida ma anche spaccio: si comincia stasera

Genova. Una rimodulazione dei servizi in centro storico in modo che le forze siano concentrate nelle zone e negli orari più caldi nell’ambito dell’ormai nota suddivisione del centro storico in tre aree a rotazione pattugliate da polizia, carabinieri e polizia locale.

La richiesta da parte del sindaco di Genova Marco Bucci alle forze di polizia – in particolare a quelle che non dipendono dall’amministrazione comunale – di effettuare uno screening del numero di uomini che possono mettere a disposizione per chiedere, nel caso i numeri siano ritenuti insufficienti, ulteriori risorse al Governo.

Infine la proposta – che necessita di approfondimenti di tipo regolamentare interno alla polizia ma anche di riflessioni di natura politica su quella che apparirebbe come una ulteriore ‘militarizzazione’ del centro storico – di poter utilizzare gli uomini del reparto mobile per integrare le risorse in campo in centro storico: non per presidiare il territorio (questo è vietato dal regolamento dei reparti, come ha immediatamente chiarito il questore al sindaco) ma per effettuare controlli sulla salute pubblica e quindi sul rispetto dell’ordinanza sull’obbligatorietà delle mascherine h24 in centro storico.

Sono questi i temi al centro del tavolo che si è tenuto questo pomeriggio in Prefettura riunito dal prefetto Carmen Perrotta. Oltre al questore di Genova Vincenzo Ciarambino e al comandante provinciale dei carabinieri di Genova Gianluca Feroce c’erano il governatore Giovanni Toti (firmatario dell’ordinanza in vigore fino al 4 ottobre), il sindaco di Genova Marco Bucci, l’assessore alla sicurezza Stefano Garassino e il vicecomandante della polizia locale Varno Maccari.

“Non possiamo parlare di tolleranza zero – ha spiegato Bucci al termine della riunione – ma faremo in modo che ci sia la più stretta osservanza dell’ordinanza”. E quindi già da stasera un’organizzazione di polizia locale, carabinieri e polizia di stato, oltre ai volontari di associazione Carabinieri e protezione civile, che si suddivideranno le zone del centro storico. “Il controllo delle mascherine permetterà di fare controlli anche su minorenni con alcol, su situazioni di rumore che non vanno bene, eventuali altre situazioni di spaccio”, ha aggiunto il sindaco.

Un tavolo, quello di oggi pomeriggio, dove come sempre la veemenza del sindaco Bucci l’ha fatta da padrone: “Se non ci sono abbastanza uomini li chiediamo” avrebbe tuonato più volte il sindaco, molto sensibile alle lamentele e agli appelli che arrivano da diversi comitati del centro storico che chiedono risposte al Comune.

“E’ a noi che si rivolgono i cittadini ed è con noi che si lamentano per lo spaccio o altre situazioni problematiche – ha ricordato a margine della riunione l’assessore Stefano Garassino – ma in realtà a noi l’ordine pubblico non competerebbe neppure. Facciamo la nostra parte, anche più del necessario, ma se c’è necessità di uomini perché polizia e carabinieri sono sotto organico li chiediamo”.

“Tra le valutazioni che abbiamo fatto anche con il questore – ha spiegato ancora Garassino – dopo l’esperienza fatta della suddivisione in zone quella di rimodulare i servizi, per esempio se prima si decideva di fare 8-14 con 10 uomini, se la zona deputata è quella di San Bernardo per esempio è chiaro che a quell’ora non è necessaria una presenza così massiccia che può invece essere trasferita in orari pomeridiani o serali”.