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Caffé, biscotti e hashtag: i precari della scuola rimasti a casa protestano sui social

Le convocazioni da graduatoria del concorso straordinario del 2018 non hanno assegnato tutti i ruoli disponibili ai docenti

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Genova. Anche a Genova prende piede una singolare iniziativa di protesta che riguarda il mondo della scuola. Giorno della manifestazione è proprio quando i lavoratori della scuola dovrebbero per primi sentire il suono della campanella e dare l’avvio al nuovo anno scolastico. Suono della campanella che per molti è solo un vano ricordo dalla chiusura della scuola purtroppo anticipata durante il lockdown per il Covid 19.

I docenti precari della scuola riempiranno di fotografie i loro account di Facebook e di Instagram per protestare sul mancato avvio dell’anno scolastico e della loro presa di servizio a scuola. L’idea è infatti quella fotografarsi in cucina con una tazza di caffè e l’hastag #questaèlanostracattedra a testimonianza dell’esser rimasti a casa loro malgrado.

“Sposo questa iniziativa perché reputo indispensabile che la scuola riparta con i docenti in cattedra – spiega Adriana Snaidero, insegnante precaria della provincia di Genova – però purtroppo a causa di alcune anomalie generate dalla politica i bambini e i ragazzi non avranno né maestre né i professori. Purtroppo la ministra Azzolina continua a mettere in atto una politica di slogan sul buon funzionamento della scuola, ma che non corrisponde alla realtà. In particolare aveva promesso anche in campagna elettorale che avrebbe abbattuto il precariato soprattutto dei diplomati magistrale, e invece no”.

“Un esempio? Di recente le convocazioni da graduatoria del concorso straordinario del 2018 non hanno assegnato tutti i ruoli disponibili ai docenti che oltretutto sono stati anche convocati e sono rimasti a spasso, e dunque oltre il danno anche la beffa. L’ufficio scolastico ligure – solo uno dei tanti casi – da 240 posti vacanti ne ha conferiti poco più della metà”.

E non finisce qui perché questi posti saranno dati ai precari in graduatoria provinciale che però anche in questo caso si configura un sistema confusionario. Infatti si contano numerosi errori sui punteggi delle gps e gli uffici territoriali stanno avendo difficoltà a nominare in supplenza i docenti e a ricoprire le cattedre vacanti e libere. Tanto è che si contano circa 250mila supplenze quest’anno.

“Siamo stanchi – dice Mariella De Luca, insegnante di sostegno per l’infanzia – di continuare a subire una politica che dichiara e fa promesse senza però mettere in atto nulla di concreto. L’esempio delle Gps è lampante perché molti punteggi sono errati e i reclami a livello nazionale sono a pioggia e in ogni provincia italiana. Quindi temiamo che anche durante le convocazioni – tra l’altro gestite telematicamente – e tramite un algo ritmo vi siano errori sulle assegnazioni”.

Si prevede pertanto un autunno caldo per il mondo della scuola e l’iniziativa promossa da alcuni precari delle associazioni di Genova Pra ad Anli infanzia e primaria, Andll precari e vari comitati di docenti si concretizza con il tam tam mediatico e presto con una manifestazione nelle piazze italiane.