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Bus troppo affollati e assembramenti senza mascherine, così i ragazzi si contagiano “a scuola”

Escalation di contagi negli istituti genovesi, ma le criticità maggiori si riscontrano all'esterno: il nostro viaggio al mattino in corso Europa

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Genova. In fondo sapevamo che sarebbe andata così: all’inizio un alunno positivo sarebbe stato una notizia, poi una classe in quarantena avrebbe fatto scalpore, infine un intero plesso chiuso per coronavirus sarebbe diventato un caso. A Genova è successo tutto entro due settimane dalla partenza dell’anno scolastico. E tra un paio di mesi, probabilmente, si tratterà di contare quanti studenti sono in classe e quanti a casa, magari non perché malati, ma comunque lontani dai banchi per precauzione. E però un’escalation del genere è proprio inevitabile?

Per tutta l’estate il dibattito pubblico si è concentrato sulle norme anti contagio da applicare all’interno delle scuole: mascherine sì, mascherine no, banchi singoli o banchi doppi, sanificazioni e gel igienizzanti, percorsi differenziati, ingressi scaglionati, aule Covid e tamponi. Eppure è soprattutto fuori dalle mura degli istituti che le occasioni di infettarsi non mancano. Per dimostrarlo, stamattina abbiamo fatto una semplice prova sul campo.

Ore 7.30, piazza Verdi, fermata davanti alla stazione Brignole in direzione Levante. Una delle più frequentate perché da qui passano le linee Amt che portano a una zona densissima di poli educativi: a San Martino l’università (nelle vicinanze dell’ospedale e nel complesso di Valletta Puggia), a Sturla gli istituti Montale e Giorgi, a Quarto l’alberghiero Marco Polo e l’artistico Paul Klee. Per raggiungerli bisogna salire sul 16 o sul 17/, ma in pratica la prima linea è una sussidiaria della seconda.

Insieme a decine di ragazzi saliamo su un 16. Le porte si chiudono a fatica. A bordo tutti hanno la mascherina, ma le distanze sono semplicemente fantasia. A occhio la quantità di passeggeri supera l’80% della capienza nominale della vettura, limite stabilito per legge. “È sempre così pieno, a volte anche di più”, raccontano due ragazzi diretti rispettivamente al Giorgi e al Marco Polo. “E al ritorno è pure peggio perché molte classi escono alla stessa ora“, aggiungono. Ingressi scaglionati, sì, ma le uscite non proprio. A San Martino si inizia a respirare, ma la maggior parte scende a Sturla.

Seguiamo la fiumana di studenti in via Timavo fino all’entrata del Montale, liceo linguistico e istituto tecnico che nelle scorse settimane ha registrato casi positivi in tre classi. Per questo motivo oggi i ragazzi vanno a in classe per tre giorni su cinque, mentre per gli altri due scatta la didattica a distanza, a rotazione. Vicino all’entrata del plesso c’è un bar, all’esterno staziona una cinquantina di ragazzi. Alcuni di loro non portano la mascherina o la tengono abbassata sul mento, parlando a pochi centimetri di distanza. Entrando a scuola si coprono naso e bocca. Ma a quel punto servirà ancora a qualcosa?

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Prima considerazione: in strada non c’è traccia di controlli. Nella lista delle 11 scuole che il Comune ha scelto di presidiare con la protezione civile, infatti, non figura l’istituto Montale che pure ha già registrato contagi tra gli studenti. Evidentemente sono troppo poche le forze in campo (ieri solo otto squadre tra dipendenti e volontari) per garantire una diffusa opera di “sensibilizzazione”, com’era nelle intenzioni del sindaco Marco Bucci.

Seconda considerazione: abbiamo compreso che potenziare ancora il trasporto pubblico sarà molto difficile per mancanza di risorse, personale e vetture. Su 16 e 17/, però, continua a verificarsi un fenomeno paradossale: spesso i bus delle due linee (che effettuano percorsi sovrapposti, Brignole-Quarto e De Ferrari-Nervi) si accodano tra loro, cosicché si alternano bus sovraffollati e bus semivuoti con grossi “buchi” nelle frequenze. In corso Europa, intorno alle 8, abbiamo visto passare tre mezzi nel giro di tre minuti. Una scansione oraria più efficiente – o addirittura una revisione della rete – eviterebbe forse il problema.

Generica

Nel frattempo è notizia di oggi che un’altra classe in centro storico è finita in quarantena. La succursale del liceo Mazzini a Sestri Ponente resta chiusa su decisione del preside in attesa degli esiti dell’indagine epidemiologica della Asl 3 dopo che 7 studenti sono risultati positivi al coronavirus. L’anno scolastico è appena iniziato, ma se il buongiorno si vede dal mattino la sensazione è che non sarà affatto semplice.