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Borgo Incrociati ostaggio del degrado, commercianti e cittadini dicono basta a spaccio e sbandati fotogallery

Negli anni passati la riqualificazione urbanistica, ma i confini dei "daspo urbani" e i nuovi sportelli Sert hanno dato il colpo di grazia al quartiere

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Genova. “Nel mio palazzo se ne sono andati quasi tutti, gli anziani non si sentono sicuri, le case perdono valore, eppure questo potrebbe essere uno dei posti più belli di Genova”. A parlare è un residente di Borgo Incrociati, angolo dove il tempo si è fermato, potenziale oasi di pace in mezzo al traffico e ai palazzoni tra il centro e la bassa Val Bisagno. “Durante il periodo del lockdown, chiusi in casa, assistevamo giorno e notte ad assembramenti di persone ubriache o comunque alterate che, con la scusa dei supermercati e alimentari aperti, stazionavano sotto le nostre finestre”.

Incastonato tra piazza Raggi, corso Montegrappa e via Canevari, Borgo Incrociati paga il pegno di trovarsi nella zona della stazione, fisiologicamente, come tutte le stazioni di tutte le grandi città, luogo di degrado. Inoltre, quando il Comune di Genova ha lanciato i “daspo urbani” i confini del decoro sono stati disegnati fino a Brignole. Il colpo di grazia, circa un anno fa, l’apertura a poche decine di metri di un Sert.

Eppure, dopo gli anni neri del post alluvione, Borgo Incrociati aveva provato a risollevarsi, anche grazie a un complesso progetto di riqualificazione urbanistica portato avanti dal municipio Bassa Val Bisagno con i soldi che, al tempo, erano a disposizione. Messa in sicurezza, nuova pavimentazione, nuova illuminazione, barriere anti allagamento per i negozi. E in effetti il quartiere, esteticamente, è un gioiellino. Ma, dicono alcuni cittadini e alcuni commercianti, è ostaggio di sbandati e microcriminali, persone dedite all’accattonaggio o a piccoli furti. Insomma quel popolo che i regolamenti comunali hanno bandito nelle vie del centro ma che è stato solo spostato nell’immediata periferia.

Borgo Incrociati

Un altro problema è una certa rete commerciale. Minimarket che vendono alcolici d’asporto. Un supermercato h24, anch’esso con alcol a disposizione senza limiti. Self service e sale slot. Bar attenzionati dalle forze dell’ordine. Angoli denunciati più volte come luoghi di spaccio, anche di eroina.

Massimo Ferrante (Pd) è al suo secondo mandato come presidente del municipio. “La situazione che si è creata da qualche tempo – dice – rischia di vanificare il lavoro di riqualificazione che abbiamo portato avanti, ho scritto più volte alla Regione per protestare contro l’apertura del Sert in via Canevari, della quale non siamo mai stati avvertiti, noi non siamo intolleranti ma le servitù, nelle città, vanno pianificate con attenzione, a Borgo Incrociati si è creato un mix micidiale di degrado”.

Il municipio ha dato disposizione alla polizia locale di prestare particolare attenzione alla zona. Gli agenti ci sono. Sono intervenuti, più volte, nel caso delle situazioni più clamorose come risse e aggressioni. Ma il problema è cronico ed è molto legato anche alla crisi economica che ha visto alcune storiche attività chiudere i battenti.

Altre attività hanno deciso di scommettere sul rilancio. Un bibliocafé ha aperto da poche settimane nell’ex osteria Pacetti. Nel borgo anche una nuova pizzeria. Ma perché non siano costretti ad arrendersi troppo presto serve maggiore attenzione. Alessandro Oberti, a lungo presidente del civ, è titolare di una cartoleria, ed è deluso dalla mancanza di interventi da parte della pubblica amministrazione. “Un anno fa abbiamo fatto un incontro con gli assessori alla Sicurezza e al Commercio, Garassino e Bordilli – racconta – chiedevamo, tra le altre cose, tre telecamere aggiuntive su piazza Raggi, ma oltre alle promesse non abbiamo ottenuto niente”. Oberti è amareggiato. “Se non ci fosse lo stadio, questa via sarebbe totalmente dimenticata”.

Nel futuro, ma non è prossimo, Borgo Incrociati potrebbe diventare il “giardino sul retro” della nuova sede Iren che sta sorgendo al posto dell’ex palazzo delle poste. Mille impiegati potranno vivere e far rivivere quella strada e quei locali. Ma l’edificio, su cui si sta lavorando a spron battuto, potrà essere utilizzato solo una volta pronto il terzo lotto del Bisagno. L’autorimessa nei sotterranei, infatti, è ancora in area esondabile.