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Alla stazione Principe la Polfer lavora in un ufficio non adeguato al rischio Covid, l’esposto del Siap

Per il Siap la gestione organizzativa che ricade sulla Polfer è condizionata da Grandi Stazioni e Ferrovie dello Stato

Genova. Un esposto formale per il reiterato utilizzo di ambienti di lavoro in palese violazione del documento valutazione del rischio (Dvr) sottoscritto dal datore di lavoro, ovvero il dirigente del compartimento della polizia ferroviaria della Liguria. Lo ha fatto il Siap, il Sindacato italiano appartenenti polizia.

Si tratta di un locale presente alla stazione di Genova Principe, un “Box” definito di alta visibilità dove i poliziotti dovrebbero presenziare solo per dare un messaggio di presenza istituzionale.

In realtà questo locale viene tranquillamente utilizzato come un normalissimo ufficio di Polizia con tanto di stanza per sorvegliare eventualmente fermati in stato non detentivo.

Una situazione a dir poco inaccettabile secondo il Siap, che ha cercato di risolvere con il dialogo e il confronto con la dirigenza. Tuttavia, si evidenzia nella nota di Roberto Traverso, dirigente nazionale Siap: “La dirigenza non ha voluto ascoltare la nostra organizzazione sindacale, che in questo caso opera in qualità di Rls (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza), continuando a far lavorare, in tempo Covid-19 i poliziotti in locali assolutamente inadeguati per l’attività svolta malgrado la nostra formale richiesta di interrompere ogni attività lavorativa a rischio”.

La denuncia è stata resa pubblica “perché riteniamo che sia giunto il momento di focalizzare l’attenzione su un fenomeno organizzativo gestionale sempre più preoccupante che ricade sulla Polfer genovese e ligure dovuto al sempre più evidente condizionamento subito a causa di un ente privato (Grandi Stazioni e Ferrovie dello Stato in generale) che non assicurano locali adeguati alle lavoratrici e lavoratori della Polizia di Stato”.