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A Genova la palestra per il “dopo Covid” ha già seguito 100 persone, la riabilitazione è fisica e psichica

Si trova alla Fiumara. Il direttore dell'Asl 3: "Affinché i pazienti usciti dagli ospedali non abbiano ricadute e possano tornare anche con la mente alla vita prima del virus"

Genova. “Non si tratta soltanto della difficoltà a lavorare in ufficio per 8 ore o nel sollevare un cucchiaio per mangiare la minestra, i pazienti che si riprendono dopo avere patito gli effetti del Covid sono vittime di una vera e propria fatigue, una difficoltà anche psicologica nell’affrontare la quotidianità, ed è per questo che stiamo cercando di seguirli sotto ogni aspetto”. Il direttore dell’Asl 3 Luigi Carlo Bottaro fa il punto dei primi mesi di sperimentazione di un progetto che è finito sotto i riflettori anche della stampa internazionale.

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Un approccio multidisciplinare quello che da luglio viene portato avanti nel palazzo della Salute della Fiumara e che prevede una riabilitazione dei pazienti ex Covid da un punto di vista respiratorio, muscolare, nefrologico, diabetologico ma anche psichico.

Il centro di riabilitazione è diretto da Pietro Clavario. Al momento non esistono ancora dati in relazione ai postumi a lungo termine delle infezioni da Covid-19, in quanto è in corso la creazione di un registro della Asl3 dei pazienti guariti, “ma è emerso che nel 30% dei casi sono stati individuati dei reliquati magari silenti di patologie polmonari, cardiologiche e nefrologiche – spiega Bottaro – l’obbiettivo del progetto di riabilitazione è prendere in carico i pazienti ed evitare che possano essere vittime di ricadute, non tanto della patologia ovviamente quanto degli effetti sui singoli organi”.

Per non parlare dell’aspetto psicologico. Alla base del progetto dell’Asl 3 c’è quella che si chiama medicina di condivisione. “Un conto è il concetto di guarigione della malattia espressa dal medico, ovvero di soluzione della malattia, un conto è l’impressione che ha il paziente, di essere tornato o meno alla sua vita precedente”. Con il Covid la vita precedente, spesso, non torna affatto dopo il secondo tampone negativo, anzi, gli strascichi possono andare avanti per mesi.

“I pazienti che sono tout court guariti dal Covid e sono usciti dalle rianimazioni, dai nostri ospedali – continua il direttore della Asl 3 – sono tornati a casa e portano dietro una fatigue non solo di muoversi ma anche di pensare, quindi abbiamo messo in pista un’equipe multidisciplinare per fare sì che questi pazienti non siano solo riabilitati per tornare con forza alla loro vita ma anche per prevenire le possibile complicazioni”.

A Fiumara sono già state seguite circa 100 persone delle 600 ricoverate a Genova nei mesi dell’emergenza in maniera più grave (rianimazioni). Sono 400 coloro che hanno aderito al programma proposto e che saranno seguiti prossimamente. L’età media è dai 50 anni in su con effetti a strascico più gravi sui soggetti over60. Non tutti i pazienti sono diretti alla palestra della Fiumara, dopo alcuni test vengono indirizzati agli specialisti che maggiormente possono essere loro d’aiuto. Su ciascun paziente viene effettuata una valutazione multidisciplinare. Il termine del percorso prevede la presa in carico da parte del medico di medicina generale.