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Via Gramsci, lo scavo allagato diventa uno stagno. E spuntano le antiche banchine fotogallery

Da giorni l'acqua ha invaso la lunga buca del cantiere, con disagi e segnalazioni dei residenti

Genova. Un lungo solco, profondo un metro e mezzo, completamente allagato da diversi giorni, la cui acqua sta diventando, con il caldo, maleodorante e piena di zanzare come un vero stagno.

Parliamo del cantiere di Ireti di via Gramsci, aperto per la sostituzioni di alcune grosse tubature della rete gas: uno scavo che va molto in profondità, a due passi da Porta dei Vacca, nel cuore della tessuto urbano medievale genovese. E che sta creando qualche disagio a residenti e commercianti della zona, nonché qualche sguardo allibiti dei turisti di passaggio.

Sì perchè da qualche giorno, quasi una settimana, la fossa si è riempita d’acqua, (forse piovana o forse derivante da qualche perdita, a pochi metri c’è la tombinatura del rio che passa sotto via delle Fontane) che con il caldo è diventata in poco tempo una pozza maleodorante, con tanto di zanzare e mucillagine. Del lépego, per dirla alla zeneize.

E dallo scavo sono riemerse parte delle antiche banchine della zona: come si vede dalle foto, a quasi mezzo metro di profondità dal livello strada, appare quello che sembra essere un selciato, ripulito e documentato da una cooperativa specializzata che opera per la Soprintendenza delle belle arti di Genova.

Si tratta di reperti già emersi in passato durante i molteplici riassetti della zona: sono strutture dell’antica banchina portuale tra Ponte Morosini e Ponte Calvi, che riporta più livelli storici, dal medievale ai più recenti del XIX secolo. Poco più avanti, in direzione ponente, in passato erano state trovati le tracce degli antichi scogli su cui si è “posata” la città con tanto di resti di anfore romane. Come di consueto, una volta terminati i lavori, saranno nuovamente coperte.