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Valpolcevera, San Biagio si mobilita contro il forno crematorio e per l’area verde

Già raccolte 130 firme contro il forno e 200 per l'area verde. Il comitato: "Vogliamo un confronto con Tursi"

Genova. Quasi 150 persone ieri sera si sono incontrate a San Biagio per parlare del progetto del forno crematorio all’interno del cimitero della Biacca che il Comune di Genova vuole dare in project financing e per la realizzazione di un’area verde nella zona del “Il Borgo”, progetto che Coopsette, poi fallita, avrebbe dovuto realizzare come oneri di urbanizzazione. Dell’area verde dopo vent’anni non c’è traccia, mentre il piccolo quartiere negli anni ha subito un numero crescente di servitù a cominciare dal cantiere del terzo valico ferroviario.

E ora, il progetto del forno crematorio, agli abitanti non va giù, sia per i potenziali rischi per la salute sia perché, dicono i residenti, mai il Comune di Genova ha pensato di incontrarci prima di deliberare il nuovo impianto.
Per questo ieri sera su circa 400 famiglie del quartiere ben 130 hanno firmato la petizione preparata dal comitato San Biagio-Serro per dire no al progetto e 200 hanno sottoscritto la seconda petizione per chiedere la realizzazione di un’area verde, ma in questo caso la raccolta era partita prima.

“Siamo molto contenti della partecipazione e di aver visto persone motivate a difendere il proprio quartiere e la salute dei propri cari” spiega Marco Torretta del comitato – ieri molte persone erano in ferie e per questo faremo un secondo incontro tra una settimana, il 27 agosto”.

Il comitato è determinato a farsi sentire con le istituzioni: “Vogliamo coinvolgere il municipio Valpolcevera – spiega ancora – e andare in consiglio comunale non appena riaprirà a settembre e chiederemo un incontro al sindaco di Genova Marco Bucci e all’assessore Stefano Balleari”.

Il progetto del forno crematorio deriva dalla necessità espressa da Tursi di affiancare un nuovo impianto a quello del cimitero di Staglieno (formato da 4 forni) a causa dell’incremento costante delle richieste di cremazioni (passate dal 61% al 79,46% in cinque anni).

La proposta giudicata migliore per Tursi fra quelle arrivate è stata presentata da un consorzio di aziende lombarde (Ati Crezza, Tempio crematorio lombardo e Schena servizi). Il progetto preliminare prevede un corpo di fabbrica di 780 mq sul lato est del cimitero con una parte visitabile dal pubblico e una parte riservata agli operatori. All’interno, la sala forni avrà una superficie di circa 270 mq. in cui saranno realizzati 2 forni di cremazione e la previsione della realizzazione di un terzo forno a partire dal quarto anno di gestione.

Per quanto riguarda l’area verde, doveva essere realizzata da Coopsette che si occupò a fine anni Novanta della riconversione del quartiere sorto sulle aree della raffineria Erg, ma non è mai arrivata. La cooperativa è fallita diversi anni fa e l’area dove avrebbe dovuto sorgere lo spazio destinato ai bambini è stato nel frattempo messo all’asta