Quantcast
Il commento

Tamponi e virus, Ronchi (Linea Condivisa): “Alisa autorizza laboratori privati non idonei”

"Questo continuo permissivismo è l’ennesima manifestazione sulle inopportune precauzioni adottate da parte Alisa"

Genova. Con nota protocollo 21653 del 30 luglio scorso, A.L i.Sa ha trasmesso l’elenco dei laboratori privati “laboratori aggiuntivi” autorizzati da parte del Laboratorio di riferimento regionale per la diagnosi molecolare di infezione dell’U.O. Igiene dell’Ospedale Policlinico IRCCS San Martino Genova, all’esecuzione di test molecolari per il rilevamento di RNA SARS – COV-2 per finalità ulteriori rispetto alla tutela della salute pubblica e le sedi presso le quali è prevista la raccolta dei campioni tramite tampone nasofaringeo.

«Sussistono delle chiare indicazioni da parte del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) della Protezione Civile – dichiara Alessandro Ronchi, per il direttivo di Linea Condivisa – per mezzo delle quali viene sancito che “i test basati sull’identificazione di anticorpi (sia di tipo IgM che di tipo IgG) diretti verso il virus Sars-cov-2, non sono in grado di fornire risultati sufficientemente attendibili e di comprovata utilità per la diagnosi rapida nei pazienti che sviluppano Covid-19” .

“Tali risultati non possono sostituire il test classico basato sull’identificazione dell’Rna virale nel materiale ottenuto dal tampone rino-faringeo”». «A.Li.Sa ed il Laboratorio di riferimento regionale IRCCS San Martino – aggiunge Alessandro Ronchi – non stanno eseguendo alcun tipo di controllo, permettendo ad alcuni dei “laboratori privati aggiuntivi” di effettuare tamponi non attendibili (TOF) in sostituzione di quelli basati sull’identificazione dell’RNA, ritenuti per altro non validi anche dalla S.C. Igiene e Sani tà Pubblica dell’ASL 3 Genovese; si evidenzia inoltre che molti dei laboratori si esimono dall’informare i MM G e gli organi preposti, di eventuali cittadini positivi al Coronavirus».

«Questo continuo permissivismo è l’ennesima manifestazione sulle inopportune precauzioni adottate da parte di A.Li.Sa e dell’Assessorato alla Sanità del la Regione Liguria nel limitare il divulgarsi del virus Sars-cov-2 – conclude Alessandro Ronchi, per il direttivo di Linea Condivisa – che inducono per altro, il cittadino a spendere dei soldi inutili ed i Medici di Medicina Generale a dover comunicare ai propri assistiti positivi al Covid-19 che non potranno essere presi in carico dal Servizio Sanitario Regionale ma dovranno sottoporsi ad ennesimi accertamenti previo accordi con la S.C. Ig iene e Sanità Pubblica dell’ASL 3 Genovese».