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Scuole, a Genova mancano 109 aule: Municipi e presidi a caccia di spazi alternativi

Dalle biblioteche alle strutture religiose, si recuperano vecchie scuole. Si farà lezione anche nelle mense o in giardino

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Genova. Ancora venti giorni per completare gli interventi sugli edifici scolastici del Comune di Genova che dovranno consentire di adeguare aule e spazi comuni alle linee guida anti-Covid e soprattutto per trovare nuovi spazi per riportare in classe circa 25 mila minori genovesi, dalle scuole d’infanzia alle superiori. E ancora, mancano in tutto circa 109 aule per 1208 studenti.

Ci sono situazioni complesse in quasi tutti i municipi, dall’istituto comprensivo San Francesco sa Paola a quello di Prà, da Molassana Prato a Cornigliano al comprensivo Maddalena Bertani in centro storico: Ma se i finanziamenti per le scuole statali (al Comune di Genova è arrivato circa un milione e 300 mila euro che è stato suddiviso in 9 lotti per altrettanti municipi) sono arrivati a metà luglio consentendo di muoversi con relativa tranquillità, per ciò che riguarda le scuole comunali sono arrivati 350 mila euro da utilizzare in tempi rapidi visto l’imminente inizio dell’anno scolastico. Non solo: è di pochi giorni fa il nuovo bando che consente ai Comuni di affittare spazi da privati per aule o laboratori laddove l’adeguamento delle classi non fosse sufficiente. Il bando è scaduto ieri, il Comune di Genova partecipa e dovrebbe ricevere un ulteriore finanziamento di circa 350 mila euro, ma ancora non sono stati individuati con certezza i privati che dietro un canone affitto metteranno a disposizione sale conferenze o spazi che comunque devono già essere a norma, quindi dotati di sistema antincendio e privi di barriere architettoniche.

Per quanto riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria di edilizia ‘leggera’ nelle scuole medie e superiori sono iniziati il 1 agosto e – fa sapere l’assessore Pietro Piciocchi, nominato dal sindaco sub-commissario agli interventi – saranno completati entro l’inizio dell’anno scolastico. Sono interventi che riguardano soprattutto i servizi igienici (in molte scuole i bagni funzionanti erano soltanto uno o due), la creazione di bagni per disabili, interventi sui serramenti per consentire il ricambio dell’aria, abbattimento di muri o interventi per aprire un secondo ingresso in alcuni istituti. Sugli spazi alternativi i municipi lavorano in supporto alle scuole nella ricerca di spazi e non mancano le situazioni un cui i ragazzi almeno nella prima parte dell’anno, faranno alcune ore di lezione all’aperto

Per capire quale sia la situazione nei nove municipi Genova24 ha fatto una rapida ricognizione:

Municipio Bassa Valbisagno
Le uniche criticità nel municipio Bassa Valbisagno riguardano le scuole Marconi che fanno parte dell’istituto comprensivo di Terralba, dove mancano 2 aule, e la scuola media Usodimare di via Berghini (istituto comprensivo San Fruttuoso) dove manca 1 aula. “Verranno recuperate sacrificando i laboratori” spiega il presidente Massimo Ferrante. Rispetto alla necessità di affittare spazi da privati, il municipio non ha fatto alcuna segnalazione a Tursi:”Per anni la popolazione scolastica si è ridotta drasticamente – commenta il presidente – perché gli anziani non sono stati sostituiti dall’immigrazione, ma i plessi sono rimasti gli stessi di quarant’anni fa e lo spazio c’è”.

Municipio Media Valbisagno
In media Val Bisagno, dove insiste il maggior numero di istituti scolastici con ben 38 classi, non ci sono problemi particolari per le aule “ma
abbiamo bisogno di spazi per la scuola media Cantore o utilizzando il plesso di corso De Stefanis o ampliando gli spazi interni” spiega il presidente del municipio Roberto D’Avolio. Rispetto agli interventi necessari e ai finanziamenti il presidente sottolinea la difficoltà di dover gestire gli interventi con soli 107 mila euro: “Per noi sono 15 mila euro a istituto, il Comune ha equamente diviso i finanziamenti per i nove municipi e non è certo solo quest’amministrazione a fare questa scelta ma occorrerebbe fare scelte più coraggiose rispetto alle singole esigenze”. Inoltre molti interventi sono strutturali e/o in istituti non finanziati dal Pon per i quali servirebbe un accordo quadro”. Da definire ancora lo stoccaggio o lo smaltimento delle attrezzature scolastiche che ora verranno accantonate per far posto ai banchi monoposto o che devono essere tolte per ampliare lo spazio delle aule. Il municipio chiede inoltre di poter utilizzare la polizia locale per gestire i flussi degli studenti in entrata e in uscita e di poter usufruire dei servizi dei percettori del reddito di cittadinanza come personale per servizi complementari come il pedibus. Un altro problema è lo spostamento degli studenti dell’istituto comprensivo Burlando: “Chiediamo una navetta per poter trasferire i ragazzi dalla Giovine Italia al Burlando perché sono circa 2 chilometri in una strada notoriamente molto pericolosa”

Municipio Medio Levante
Abbastanza buona anche la situazione nel municipio Medio Levante “La maggior parte dei problemi sono già stati risolti – spiega il presidente Francesco Vesco – e i lavori sono a buon punto. Alla scuola media D’Oria-Pascoli dell’istituto comprensivo Foce mancano 4 aule: se arriveranno in tempo i banchi monoposto non ci sarà bisogno di spazi aggiuntivi, altrimenti il piano B prevede di utilizzare un piano dell’ex scuola Barrili in corso Torino che oggi è solo scuola infanzia e su cui il Comune paga un fitto passivo, ma si tratta di una soluzione jolly in caso di emergenza, Oggi il municipio incontrerà la preside. Altra situazione da risolvere riguarda il Cpia (centro formazione adulti) di via Monte Zovetto: ieri c’è stato un sopralluogo all’ex scuola geometri in via Bernabò Brea, già usato dalla città metropolitana per i corsi professionali, che potrebbe ospitare le lezioni.

Municipio Levante
Per quanto riguarda il municipio Levante gli unici problemi riguardano la scuola d’infanzia Gnecco Massa di Quinto “dove gli spazi sono sufficienti a patto che non sia necessario suddividere le classi in gruppi” spiega il presidente Francescantonio Carleo. Se così fosse la scuola ha già chiesto e ottenuto la disponibilità della parrocchia San Pietro, delle suore domenicane di via Majorana, che avevano già locali adibiti ad asilo, e di quelle di via Bolzano. “Anche Don Valentino Porcile a Sturla aveva dato disponibilità in caso non fossero sufficienti gli spazi alla scuola Govi di via Cavallotti – spiega ancora Carleo – ma questa eventualità per ora sembra scongiurata”.

Municipio Valpolcevera
Nel municipio Valpolcevera mancano ancora classi per gli istituti comprensivi di Certosa, Borzoli (istituto ‘condiviso’ con il municipio medio ponente) e Rivarolo ma gli spazi privati non sembrano essere una soluzione praticabile: “Non sono a norma e non possiamo intervenire sul privato” ricorda il presidente Federico Romeo. “Al Comune abbiamo segnalato alcuni spazi come la biblioteca Cervetto di Rivarolo, ma la soluzione dovrà essere il più possibile quella di utilizzare e adeguare gli edifici scolastici esistenti. Per Romeo “la priorità ora è che cominci l’anno scolastico, che sia garantita la presenza di un infermiere o medico per istituto e l’obbligo di mascherina, come presidio anti contagio”.

Municipio Centro Est
Il Municipio Centro Est al Comune di Genova ha indicato al momento spazi pubblici o pubblico-privati per utilizzarli come possibili classi aggiuntive, da palazzo Ducale ad alcuni locali all’interno della Nave Italia accanto all’acquario, o ancora la biblioteca De Amicis sempre al Porto antico a cui si aggiunge la proposta della cooperativa Agorà di mettere a disposizione locali in Santa Maria di Castello. “I lavori di adeguamento negli istitutii procedono – spiega il presidente del municipio Centro Est Andrea Carratu – con interventi di edilizia leggera come la risistemazione dei bagni visto che abbiamo scuole dove avevamo un bagno funzionante per 250 ragazzi. Ci sono interventi semplici che riguardano gli infissi, altri più complessi come nel caso della scuola X Dicembre di via Maculano dove stiamo aprendo una nuova uscita ma ci sarebbe anche la necessità di allargare il marciapiede. Per ora metteremo una sbarra per far uscire in sicurezza i ragazzi, poi vedremo di concordare con il Comune il successivo intervento sul marciapiedi”. Ci sono poi scuole che si stanno attrezzando con nuovi spazi all’aperto come la Don Milani con i giardini Rosina.

Municipio Centro Ovest
Per il municipio Centro Ovest gli unici problemi riguardano l’istituto comprensivo San Francesco da Paola di via Bologna dove mancano all’appello diverse aule. “Abbiamo segnalato al Comune un istituto religioso che si trova all’inizio di via Granarolo – spiega il presidente del municipio Renato Falcidia – e che già abbiamo visionato dall’esterno con il dirigente scolastico. Inoltre abbiamo rinnovato la disponibilità di alcuni spazi di proprietà del municipio in via Lugo nella ex circoscrizione di San Teodoro. Si tratta di locali ad uso associativo, ma ovviamente se ci fosse necessità la scuola avrà la priorità su tutto il resto”.

Municipio Medio Ponente
“Sulla ricerca degli spazi noi ci siamo mossi già qualche mese fa prima ancora che arrivassero le richieste delle scuole”spiega il presidente del municipio Mario Bianchi. Tra gli spazi individuati uno in via Giotto: “Si tratta dell’ex scuola Tommaseo di proprietà di Arte che fu utilizzata anche dalla Marconi ma ora era in attesa di essere alienata. Abbiamo parlato con Arte e così lì dovranno collocazione sei classi, 4 del comprensivo di Sestri Est e due del comprensivo di Borzoli.
Per quanto riguarda gli interventi in corso “abbiamo cercato di razionalizzarli con le risorse a disposizione ma per fortuna negli anni passati sulle scuole avevamo lavorato molti e questo ci consente di risolvere alcuni problemi come alla Dante Alighieri di Sestri ponente dove entro l’autunno gli interventi, che avevamo deliberato all’inizio del mandato, saranno terminati e a novembre sarà perfettamente utilizzabile e come la scuola Volta di Cornigliano che aveva un piano inutilizzabile a causa della condizione dei controsoffitti ma che sarà utilizzabile a breve anche questo. Oggi faremo una commissione con tutti i presidi per fare il punto: “I problemi non mancano ma non sono insormontabili” spiega Bianchi

Municipio Ponente
A Ponente sono 25 le aule mancanti e se su alcuni istituti si è potuti intervenire con i finanziamenti del Miur per l’edilizia leggera “perché magari c’erano aule chiuse solo per infiltrazioni d’acqua su cui si è potuto intervenire con il Pon – spiega l’assessore delegato del Municipio Silvia Brocato – in altri casi ci sono situazioni che non è possibile sbloccare rapidamente perché come nel caso di Villa Ratto le scuole insistono su edifici storici”. Il municipio dal canto suo ha messo a disposizione alcuni locali che ha a disposizione: “Abbiamo a Pegli un locale sul lungomare, i saloni municipali e una grande sala nuova presso la biblioteca Benzi di Voltri. Sulla ricerca di altri spazi il municipio ha “chiesto di fare una verifica rispetto alla succursale del Rosselli a Voltri che occupava spazi di salita Sant’Erasmo fino alla chiusura dello scorso anno scolastico. Siccome l’istituto aveva detto che non avrebbe avuto più bisogno di quegli spazi ho chiesto al Comune di verificare la disponibilità per si tratterebbe di ben 5 aule già pronte”. Rispetto a questa corsa contro il tempo per Brocato “forse quegli spazi andavano cercati e verificati già prima di aver certezza dei finanziamenti ma ora non è il momento di fare polemica”. Intanto il Municipio si è attrezzato per lo svuotamento di alcuni istituto da banchi che saranno sostituiti da quelli monoposto e altre sovrastrutture: “Abbiamo mandato i lavoratori dell’Ilva che sono in carico al municipio per i lavori di pubblica utilità in alcuni istituti per poter togliere ciò che non potrà essere utilizzano quest’anno e che saranno accatastati in sottoscala e magazzini, un’idea che abbiamo avuto per gestire quest’operazione e che forse potrebbe essere replicata in altri municipi”.