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Sansa a Certosa: “Gli aiuti non bastano, serve una strategia di decentramento”

Portare servizi e uffici pubblici nelle periferie, questa l'idea del candidato di M5s e centrosinistra

Genova. Questa mattina il presidente della Regione Giovanni Toti (con il sindaco Marco Bucci) si è diviso tra Bolzaneto e Begato. Anche lo sfidante alle regionali, Ferruccio Sansa, ha puntato sulla Valpolcevera, in particolare sul quartiere di Certosa,tra i più vicini al cantiere del ponte e tra quelli che maggiormente hanno vissuto i disagi legati al crollo del Morandi e al cantiere di demolizione e ricostruzione.

“Oggi a Certosa ho parlato con tanti cittadini, con tante persone che in questo quartiere hanno un’attività e che hanno subito un duro colpo dopo il crollo del ponte Morandi e dopo la pandemia che ci siamo appena lasciati alle spalle. Nonostante fondi e risarcimenti post crollo il tessuto sociale e commerciale è ancora in forte sofferenza segno dell’assenza di una strategia complessiva per il suo rilancio”, dice il candidato.

“Le delegazioni sono una nostra priorità – sottolinea Sansa, che ha incontrato cittadini e negozianti della zona – per ridare vitalità a queste aree ci sono soluzioni che possono essere applicate qui in Valpolcevera come in nel resto della Liguria. Certosa potrebbe ritrovare slancio attraverso una politica di decentramento che riporti nel quartiere uffici pubblici e servizi essenziali dal centro città”.

“Qui, come in tanti altri luoghi della nostra Regione, ci sono dei “vuoti” che aspettano di essere riempiti: penso ad alcune ville storiche o ad aree industriali abbandonate che potrebbero trasformarsi in occasioni di sviluppo e lavoro con un alto contenuto tecnologico, penso ad esempio a progetti di respiro nazionale e non solo che coinvolgano l’Iit”, prosegue.

“Le idee ci sono e arrivano dagli stessi cittadini. Noi li ascoltiamo per poterle trasformare in occasioni concrete”, conclude Sansa.