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Pericolo

San Fruttuoso, lo scolmatore non è ancora finito: rischio alluvioni azzerato solo nel 2022

Rio Rovare e rio Noce non sono in sicurezza, obiettivo bandire la gara entro l'anno e completare il collegamento alla galleria del Fereggiano

Genova. Non è tanto il Bisagno a creare apprensione a San Fruttuoso, quanto piuttosto i rii “fantasma”. Quelli che scendono da Camaldoli e da Santa Tecla, si infilano sotto le case e al primo nubifragio esplodono seminando distruzione. E mentre si avvicina settembre, mese che per tradizione dà il via alla sequenza delle piogge autunnali, il quartiere si scopre ancora insicuro visto che lo scolmatore del Fereggiano, l’opera che dovrebbe mettere in sicurezza anche questa parte della città, non è davvero terminato.

La galleria che porta l’acqua di Quezzi in corso Italia, infatti, è la stessa progettata per ricevere il flusso del rio Rovare e del rio Noce. Il primo è quello che scorre sotto via Berno, poco sopra il capolinea del bus 46, strada diventata tristemente famosa per le sue voragini (ora finalmente tutte tappate). Il secondo invece bagna le fondamenta dell‘ospedale San Martino ed è quello che un tempo era libero di allargarsi nella piana di Terralba, spazio che oggi riconquista ogni volta che lo stretto canale in cui è stato convogliato non regge la portata di piena.

Il miniscolmatore del Rovare, finanziato attraverso il piano Italia Sicura del governo Renzi, in realtà è completato per la maggior parte. La presa nell’ex birrificio a monte di via Berno (nella foto sotto), il pozzo di dissipazione e la galleria di raccordo con quella del Fereggiano sono opere già pronte, ma per farlo funzionare mancano ancora un canale di superficie e altri lavori. Nello stesso stralcio funzionale è ricompreso un intervento analogo sul rio Noce, questo invece ancora tutto da realizzare.

Tutto insieme cuba circa 12 milioni. Soldi già disponibili ma al momento fermi perché la gara, che il commissario governativo Giovanni Toti deve avviare tramite Invitalia, non è ancora partita. L’obiettivo è concludere l’assegnazione entro il 2020, poi ci vorrà circa un anno per terminare. In pratica la questione non si potrà chiudere prima del 2022.

Sul rio Noce, oltre al tunnel che convoglierà l’acqua nella galleria principale, e quindi in mare, dovrà essere realizzato anche un bypass, cioè un canale sotterraneo che intercetti il flusso in salita Superiore della Noce evitando che crei problemi in zone molto delicate come scuole e reparti ospedalieri. Si tratta di lavori separati dagli scolmatori, circa 10 milioni che il governo deve ancora sbloccare. L’opera di presa, invece, sarà in corrispondenza di un pozzo già esistente all’incrocio tra viale Benedetto XV e corso Gastaldi.

Intanto in via Berno c’è ancora chi paga il conto dei danni di tre alluvioni consecutive. Come il carrozziere Gianni Terribile, che afferma di aver perso 300mila euro dal 2011 ad oggi a fronte di meno di 80mila euro di risarcimenti percepiti. L’ultima volta poco più di un anno fa quando il torrentello uscì da un buco nell’asfalto e inondò i locali sotto il livello della strada. “Sono in causa sia con la ditta Pac sia col Comune, quei danni li ho avuti per colpa loro”, spiega.

In quella stessa via nel 2018 un anziano cadde nella prima voragine (originata nel 2016) e perse la vita. “Se non fosse successa una disgrazia nessuno si ricorderebbe del rio Rovare – ricorda il presidente del Municipio Bassa Valbisagno, Massimo Ferrante -. E ricordo anche che grazie alla battaglia portata avanti con Crivello riuscimmo a convincere il governo a spostare l’opera di presa dello scolmatore più a monte, altrimenti lì avremmo ancora gli stessi problemi”. Adesso, grazie a un accordo raggiunto tra Comune e privati dopo un contenzioso durato nove anni, il rio ha più spazio per scorrere ma a valle trova sempre una strozzatura che può mettere a rischio case e negozi.

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