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Omicidio San Biagio, un ‘teatro virtuale’ per ricostruire la tragedia: attesa per la decisione sulla scarcerazione

Affidato l'incarico per l'autopsia. Per l'avvocato di Alessio è stata legittima difesa

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Genova. Il sostituto procuratore Francesco Cardona ha incaricato la squadra mobile e la polizia scientifica di eseguire una ricostruzione minuziosa delle fasi che hanno preceduto la morte di Pasquale Scalamandré, il 62enne autista Amt in pensione ucciso lunedì sera dal figlio maggiore al culmine di una lite.

La ricostruzione avverrà attraverso il ‘virtual reality 3D’ un innovativo strumento investigativo che rende possibile la ricostruzione tridimensionale della scena del crimine. Obiettivo della ricostruzione è non solo stabilire l’esatto numero di colpi inferti dal ventottenne con il mattarello ma anche l’esatta sequenza temporale della colluttazione. Il pm ha anche incaricato il professor Francesco Ventura di eseguire l’autopsia sul corpo della vittima e di esaminare eventuali ferite e lesioni sui corpi dei due fratelli attraverso rilievi fotografici. La relazione sarà depositata fra 60 giorni. Anche Alessio avrà un proprio consulente tecnico che parteciperà agli esami: si tratta del medico legale Gianlorenzo Bruni.

Questa mattina il ragazzo ha risposto alle domande del gip Angela Nutini nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto. Il giovane, assistito dall’avvocato Luca Rinaldi, ha ricostruito quanto avvenuto dentro l’appartamento di via Garrone ma ha anche ripercorso alcuni episodi del passato in cui in padre si era mostrato minaccioso o violento. L’avvocato Rinaldi ha chiesto la scarcerazione del ragazzo, imputato di omicidio volontario pluriaggravato. Per il legale infatti sussiste la scriminante dell’eccesso colposo di legittima difesa.

In subordine ha chiesto che la misura cautelare nei confronti del giovane possa essere attenuata con i domiciliari: “Non esiste alcun pericolo di reiterazione del reato e nemmeno un pericolo di fuga per Alessio, che non solo è incensurato ma ha un intero quartiere pronto ad accoglierlo” ha detto al giudice depositando una lettera della croce rossa di Ceranesi dove il ragazzo era volontario e altra documentazione a sostegno del suo essere inserito appieno nel tessuto sociale del quartiere tra cui il post su fb firmato ieri da decine di ragazzi, coetanei di Alessio, tra cui il presidente del municipio Valpolcevera Federico Romeo che gli esprimono affetto e offrono supporto.

Per ospitare il giovane ai domiciliari si è offerta una vicina di casa, molto amica della mamma del 28enne che rientrerà dalla Sardegna dove si trovava in una struttura protetta, la prossima settimana.

La donna conosce i ragazzi fin dalla nascita e aveva anni fa ha raccontato di aver ricevuto dalla madre di Alessio e Simone una lettera, una sorta di testamento, nel caso le fosse successo qualcosa a causa dei comportamenti violenti del marito. Il gip si è riservato. La decisione potrebbe arrivare stasera o domani mattina.