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Omicidio del piccolo Evan a Modica, il padre naturale aveva presentato un esposto per maltrattamenti a Genova

L'uomo era tornato a lavorare e a vivere a Genova, dov'era nato

Genova. Un esposto per maltrattamenti contro ignoti e per lesioni ai danni del figlio. Lo aveva presentato lo scorso 31 luglio a Genova (dove era nato e dove attualmente vive e lavora) il padre di Evan, il bimbo di 21 mesi morto a Modica in ospedale per postumi da lesioni a causa di percosse subite dal convivente della madre.

Il piccolo aveva dei lividi in volto. Inoltre la nonna paterna aveva visto le lesioni e le aveva documentate con delle foto scattate al bambino, che pare avesse anche problemi a camminare.

La Procura di Siracusa, titolare dell’inchiesta, sostiene che a procurare le lesioni al piccolo sarebbe stato il convivente della donna, un 32enne, che non è il padre naturale del bambino e che è stato fermato dalla polizia per gli stessi reati contestati alla madre: maltrattamenti in famiglia e omicidio. Dopo aver inizialmente raccontato che Evan era caduto mentre giocava, la madre ha confessato episodi di violenza da parte del nuovo compagno che in passato era stato già denunciato per maltrattamenti in famiglia. Anche per lei è partito il fermo.

Secondo le indagini della polizia, il piccolo subiva violenza fisica dal patrigno. L’uomo si sarebbe più volte lamentato perché non sopportava i suoi continui pianti e per questo, sostiene l’accusa, lo scuoteva e lo picchiava, procurandogli, nei mesi scorsi, una frattura che è stata diagnosticata e medicata all’ospedale di Noto e che, fu spiegato ai dottori del pronto soccorso, era stata causata da una caduta a terra del piccolo.