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Oltre 2 milioni di euro per il terzo settore in Liguria dopo l’emergenza coronavirus

E il Comune firma un nuovo accordo di collaborazione per la distribuzione di cibo e il recupero delle eccedenze alimentari

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Genova. Via libera di Regione Liguria al protocollo operativo triennale con il Forum ligure del Terzo settore, per sostenere e dare impulso ad una serie di attività nel post emergenza Covid-19, con la messa in campo di oltre 2 milioni di euro complessivi di cui quasi 1 milione attraverso l’avviso pubblico ‘ripartiamo insieme’ e 1,2 milioni di euro attraverso l’accordo di programma 2019 che è stato inviato a Roma per la definitiva approvazione.

Attraverso le delibere approvate dalla Giunta, Regione Liguria mette in campo i fondi relativi all’accordo di programma 2018 per circa 1 milione di euro attraverso la pubblicazione dell’avviso pubblico ‘Ripartiamo insieme’ per valorizzare le iniziative svolte durante il periodo dell’emergenza Covid, con un progetto che dovrà coinvolgere il maggior numero possibile di enti, organizzazioni di volontariato e associazioni del Terzo Settore.

I soggetti interessati potranno manifestare la propria adesione entro il 15 settembre 2020.

Ulteriori risorse per oltre 1,2 milioni di euro saranno invece messi a disposizione attraverso l’accordo di programma 2019, per cui Regione invierà nei prossimi giorni a Roma per l’approvazione il Piano operativo basato su tre direttrici principali: promuovere salute e il benessere dei cittadini contrastando il consumo di alcol e tabacco o il gioco d’azzardo e incentivando l’attività fisica e i corretti stili di vita, rendere le città accessibili, sicure e sostenibili, garantire modelli sostenibili di produzione e consumi in modo che un bene sia utilizzato e non diventi rifiuto. Regione emanerà quindi un avviso pubblico per l’individuazione dei soggetti attuatori e il finanziamento di progetti di interesse generale, anche attraverso le reti associative, promossi da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni.

Al registro regionale del Terzo Settore sono iscritte, ad oggi, 1.021 organizzazioni di volontariato (di cui 568 in provincia di Genova, 109 in provincia di Imperia, 142 in provincia di Spezia e 202 in provincia di Savona) e 333 associazioni di promozione sociale (di cui 228 in provincia di Genova, 34 in provincia di Imperia, 28 in provincia di Spezia e 43 in provincia di Savona).

Sempre nell’ambito delle politiche sociali, la Giunta regionale ha stanziato anche le risorse per la prosecuzione del programma Pippi, per accompagnare la genitorialità vulnerabile al ed evitare il rischio di allontanamento dei bambini dal nucleo familiare di origine. Le risorse a disposizione ammontano a complessivi 150mila euro di cui 125mila euro a valere sul Fondo nazionale politiche sociali e 25mila euro di cofinanziamento regionale. A seguito del lavoro della Commissione di valutazione, i destinatari delle risorse saranno i Distretti sociali 4 e 5 con Comune capofila Finale Ligure e il Distretto sociale 7 con Comune capo

Nel frattempo l’assessorato alle politiche socio sanitarie del Comune di Genova e gli enti del Terzo Settore che si occupano di distribuzione di cibo e/o recupero eccedenze alimentari alle persone in situazione di disagio sociale ed economico hanno siglato un accordo di collaborazione – aperto a futuri ingressi di altri soggetti – per rispondere in maniera sempre più efficace ai bisogni causati dalla situazione di emergenza provocata dalla pandemia da Covid-19.

Insieme si sono impegnati a promuovere iniziative di lotta alla povertà anche attraverso la costruzione di un sistema partecipativo, integrato e interattivo. Progetti e metodologie saranno implementati anche tramite strumenti innovativi di supporto e un’azione educativa ed operativa di contrasto allo spreco alimentare.

Con il nuovo protocollo d’intesa Comune di Genova e Forum del Terzo Settore potranno essere ancora più sinergici e dare risposte sempre più pronte, ciascuno nei rispettivi ruoli e competenze unendo le proprie risorse e potenzialità. A cominciare dall’individuazione di un innovativo sistema di raccolta delle richieste e delle risorse che, nel pieno rispetto della privacy, verrà utilizzato e incrementato con informazioni provenienti da tutti i soggetti coinvolti. La creazione di questa banca dati consentirà un’ottimizzazione di energie e risorse.

L’azione coordinata potrà fornire puntuali riscontri alle numerose richieste di aiuto di cittadini e/o famiglie, sia quelle connesse a grave precarietà economica sia a specifiche condizioni di vita (disabili, anziani, persone con problemi di salute e svantaggiate ecc.). Questa collaborazione consentirà anche una più attenta e costante presa in carico delle situazioni che necessitano di più specifici supporti.

Le limitazioni della normativa sulla prevenzione del contagio rendono necessari interventi di sostegno a domicilio per l’acquisto di generi di prima necessità ma anche per l’igiene o per il sostegno alla scolarità dei bambini. Anche sotto questo aspetto l’amministrazione comunale rafforzerà il suo ruolo di propulsore, facilitatore e coordinatore delle iniziative territoriali.

Nella fase dell’emergenza coronavirus Regione Liguria, insieme agli enti, alle associazioni e alle realtà del terzo settore sono state impegnate sul territorio per fornire un supporto fondamentale soprattutto alle fasce più fragili della popolazione: la consegna della spesa agli anziani rimasti in casa durante il lockdown o l’assistenza domiciliare alle persone disabili da parte degli operatori dei centri diurni, che sono rimasti chiusi senza tuttavia far mancare il sostegno a chi ne aveva più bisogno.

Il protocollo in particolare è finalizzato a conseguire alcuni obiettivi tra cui il coinvolgimento del Forum nella cabina di regia regionale per la gestione dell’emergenza sanitaria con l’avvio di un tavolo permanente insieme anche ad Anci Liguria per programmare azioni e interventi, il sostegno del ruolo di coordinamento del Forum e lo sviluppo di progetti e programmi specifici fondati sul modello della sussidiarietà orizzontale, con percorsi di co-programmazione e co-progettazione, in linea con la riforma del Terzo settore.

Per evitare l’interruzione di diverse attività a seguito della pandemia, Regione valuterà anche un incremento del fondo di rotazione in capo a Filse, attraverso Banca Etica, rivolto alle associazioni di promozione sociale da ampliare anche alle organizzazioni di volontariato per sostenerne le attività da settembre 2020 in termini di liquidità.