Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Nuovo ponte, Toninelli: “Niente da festeggiare ma lo Stato torna a fare lo Stato”

L'ex ministro incontra gli attivisti davanti al viadotto: "Non doveva essere ricostruito, ma mantenuto da chi se n'è fottuto e ha solo incassato i soldi dei pedaggi"

Più informazioni su

Genova. “Oggi non c’è niente da festeggiare, questo ponte non avrebbe dovuto essere ricostruito, avrebbe semplicemente dovuto essere mantenuto da chi invece ha continuato a incassare soldi dei pedaggi e se n’è fottuto di fare quello che doveva fare per contratto”. Così l’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli nel pomeriggio durante un incontro con alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle su un piazzale sotto al nuovo ponte Genova San Giorgio. Toninelli è stato accolto da una ventina di persone con tanto di striscione e cori da stadio.

Inaugurazione nuovo ponte

Ed è a loro che ha parlato esprimendo lo stupore alla vista del nuovo viadotto. “E’ la prima volta che lo vedo ultimato, è una sensazione strana ma è bello, ecco io avevo un ricordo solo della parte peggiore di questa storia”, dice. “Se siamo arrivati a questo punto – continua, riferendosi all’inaugurazione – è anche grazie a me e grazie a Conte, che abbiamo lavorato anche quando gli sciacalli gli attaccavano volendo far credere che non ce l’avremmo mai fatta”.

“E se siamo qui è grazie alla gente per bene che ha utilizzato i soldi pubblici senza pensare agli affari propri o di chi gli stava dietro – prosegue – è una bella cosa, è lo Stato che torna a testa alta contro gli interessi privati che se l’erano pappato, che lo avevano fagocitato, con i geni della politica nel 2007 e 2008, centrosinistra e centrodestra, che avevano scritto una convenzione che ha permesso che le cose andassero com’erano andate fino a oggi”.

Alcune parole anche sul decreto Genova: “La sentenza sulla legittimità è arrivata due settimane fa, tutti gli otto ricorsi sono stati rigettati in base al principio di precauzione, ora però l’altra sfida è far tornare quello che conta, la manutenzione dell’esistente”. E quindi un commento sulla trattativa che riporterà lo Stato all’interno di Aspi. “Chiunque sarebbe in grado di fare meglio di chi c’era prima”, risponde a chi gli chiede se il pubblico riuscirà dove i privati hanno fallito. “Adesso i controlli nelle gallerie li stanno facendo perché un governo con dentro il Movimento 5 Stelle gli ha imposto di farlo, finché c’erano governi che dicevano ‘vabbè, basta che finanzi la campagna elettorale’ questi non hanno fatto il loro dovere”.