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Nuovo ponte, il responsabile dell’appalto: “Abbiamo disapplicato la normativa per fare meglio”

Maurizio Michelini è il presidente dell'ordine degli Ingegneri di Genova. Aveva fatto discutere la sua dichiarazione: "Abbiamo preso il codice degli appalti e l'abbiamo buttato nel gabinetto"

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Genova. Maurizio Michelini è il presidente degli ordine degli ingegneri di Genova ma anche il rup, il responsabile unico del procedimento dell’appalto di ricostruzione del ponte Genova San Giorgio. Qualcuno ricorderà la sua frase, poco felice, detta durante un sopralluogo all’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Qui abbiamo preso le norme del codice degli appalti e le abbiamo buttate nel cesso”.

Con altri toni, ma in fondo ribadendo e precisando il concetto, anche oggi è tornato a parlare di questo aspetto del cosiddetto modello Genova.”Per ricostruire nel più breve tempo possibile il ponte di Genova abbiamo disapplicato la normativa per fare meglio, ci sono norme in Italia che vietano di fare le cose per bene, vietano a volte di seguire le best practice internazionali”, afferma Maurizio Michelini.

“Best practice vuole dire poche norme, cogenti, poche norme obbligatorie, solo quelle che interessano, che presidiano l’interesse pubblico, il resto lasciato non alla libertà totale, ma alle migliori prassi internazionali. – sottolinea – A parità di qualità, sicurezza e contesto rispetto ad altri Paesi europei, noi in Italia abbiamo un sistema burocratico in eccesso che ci impedisce di fare certe cose senza un apprezzabile motivazione legata all’interesse pubblico”.

“Nei cantieri del ponte di Genova la prevenzione del crimine è stata porta avanti in un modo molto pratico ed efficace tanto che viene studiata e citata in una relazione bimestrale della Dia, l’abbiamo fatta sul campo con il ‘pattuglione’, con persone in divisa e con l’intelligence, non l’antimafia o l’anticorruzione burocratica fatta di autocertificazioni, ma quella vera fatta sul campo”, conclude.