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Nuovo ponte, Fincantieri Infrastructure: “Ci sono stati extracosti, da quantificare”

Covid, maltempo e 2000 tonnellate in più di ferro. Bucci: "Se ci saranno extra giustificati saranno fatturati ad Aspi"

Genova. Periodo Covid, maltempo, acciaio aggiuntivo. Sono questi gli elementi che hanno fatto gonfiare i costi di costruzione per Fincantieri, e in particolare per la controllata Infrastructure, che insieme a WeBuild e Italferr è stata tra i protagonisti della ricostruzione del viadotto Polcevera. Extra costi che ancora non sono stati quantificati, ma che ci saranno. Il costo del viadotto, nel contratto della struttura commissariale al consorzio PerGenova, ammonta a 202 milioni di euro.

“Siamo certi che lo spirito di collaborazione che ha contraddistinto il progetto farà sì che il commissario per la ricostruzione del ponte di Genova sarà in grado di riconoscerci i costi sostenuti per migliorare la qualità del Ponte e legati alle varie emergenze, troveremo una soluzione”, ha detto l’ad di Fincantieri Infrastructure Marcello Sorrentino stamani a Genova.

“Non abbiamo quantificato gli extracosti sostenuti nei cantieri di ricostruzione del ponte, io non ho trasferito una quantificazione di cifre, io ho voluto trasferire un sentimento, il sentimento di chi non ha badato a spese per portare a casa l’obiettivo” ribadisce Sorrentino interpellato da un cronista sull’ammontare degli extracosti sostenuti per la ricostruzione del ponte.

“Per rendere il bel progetto di Renzo Piano ancora più bello ci siamo fatti carico anche di altre attività produttive – afferma – ad esempio abbiamo impiegato quasi duemila tonnellate in più di ferro per renderlo più bello dal punto di vista estetico, ne siamo orgogliosi”.

“La struttura commissariale ha fatto un contratto a corpo. Stiamo facendo l’esame dei conti finale se ci sono motivi validi per giustificare extra costi saranno fatturati a Aspi, che ha pagato il ponte fino ad ora”, ha detto il commissario per il ponte di Genova Marco Bucci.