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Nascondino?

Nuovi velox A10: dietro muretti e cartelloni, in uscita dalle gallerie e tra la vegetazione fotogallery

I nuovi impianti saranno attivi nei prossimi giorni, ma il loro posizionamento suscita polemiche

Genova. Manca ormai poco all’attivazione dei quasi 20 autovelox installati nel tratto di A10 compreso tra Spotorno e il confine di Ventimiglia e viceversa.

E i colleghi di IVG.it, in questo ultimo weekend di agosto, seppur contraddistinto da allerta meteo (leggi qui) e controesodo, ha deciso di fare un viaggio per verificare la situazione sull’Autofiori.

Obiettivo: vedere con i nostri occhi dove sono state posizionate e, sopratutto, capire se le nuove postazioni per il controllo elettronico della velocità siano visibili o meno mentre si percorrono le due corsie in entrambe le direzioni.

Ad inizio luglio, IVG.it aveva anticipato la notizia del posizionamento delle nuove postazioni, con relativa mappa (leggi qui), e poi il numero definitivo delle stesse. E ora, a pochi giorni dalla loro attivazione, ci siamo “messi in macchina”, come del resto fanno decine di migliaia di persone.

E ciò che è emerso, a nostro parere, purtroppo è l’esatto opposto di quello che si dovrebbe voler ottenere posizionando questi strumenti di controllo. Uno dei requisiti fondamentali imposti dal codice della strada, infatti, è che le postazioni siano segnalate mediante apposita cartellonista e che le strutture siano chiaramente visibili. Ma, proprio su questo punto, ci sentiamo di avere più di un dubbio. E su quasi tutte le postazioni recentemente installate.

Come si evince dalle nostre immagini, in molti casi le “scatole blu” sono state posizionate in prossimità delle uscite delle gallerie, dietro alcuni muretti e, in due casi, risultano addirittura immerse completamente nella vegetazione.

“A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca”, recita un antico detto, ma quantomai attuale. Infatti, visto il modo in cui sono stati posizionati alcuni dei velox, sono già tantissimi gli automobilisti che hanno avanzato il sospetto che l’intento non sia quello di fare prevenzione, ma, come si suol dire, “solo ed unicamente cassa”.

Ad esempio, una postazione è “nascosta” alla base di un cartellone luminoso e totalmente invisibile per chi proviene in direzione Genova perché occultata dietro un armadio di controllo.

In un altro caso, questa volta tra Finale Ligure e Pietra Ligure, in direzione Francia, la postazione è esattamente dietro il cartellone che indica una piazzola di emergenza, risultando completamente coperta e semi-invisibile.

E così, non è difficile assistere a “frenate” improvvise da parte di automobilisti che si accorgono all’ultimo momento della presenza delle postazioni (seppur ancora vuote, lo ricordiamo): non proprio il miglior modo per evitare incidenti e, in particolare, tamponamenti, soprattutto in situazioni di traffico intenso alle quali siamo ormai tristemente abituati.

Il tutto aggravato anche dal fatto che, nel tratto interessato, i limiti di velocità continuano a cambiare, variando dai 130 km/h classici ai 110, fino a scendere anche ai 90km/h.