Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Lista Toti: “Sansa era in smart working mentre la sanità affrontava il Covid, attacchi vergognosi”

Cozzani risponde alle accuse sui premi ai manager, Sansa replica: "Mi fa pena, durante il lockdown ho accompagnato fino alla morte un mio caro"

Genova. “Dopo aver gufato, remato contro, soffiato sulle paure della gente e diffuso addirittura menzogne sul numero dei morti, cosa a dir poco vergognosa, Sansa, M5s e Pd, all’apice della demagogia, osano attaccare mettendo in discussione i premi per i dirigenti della sanità. Premi più che meritati per chi si è impegnato in prima linea durante tutta l’emergenza Covid”.

Così in una nota Matteo Cozzani, coordinatore della lista Toti Presidente, risponde alle accuse del Pd sui premi ai manager della sanità che potrebbero valere un esposto alla Corte dei conti.

“Mentre Sansa, che come ha ammesso lui stesso è ipocondriaco, era a casa a lavorare per la sua candidatura e poltrona certa, queste persone erano impegnate a prendere decisioni, anche complicate, e a gestire la pandemia – accusa Cozzani -. Alcuni dirigenti della nostra sanità si sono anche ammalati. Ma questo Sansa non può saperlo, essendo rimasto comodamente a casa in smart working mentre la sanità ligure sfidava il covid. È meglio fare il grillino medio e gridare allo scandalo per aver pagato chi ha lavorato, nessuno escluso”.

“Il vero scandalo semmai è che alcuni consiglieri regionali, che hanno preso 10 mila euro al mese per stare a casa e si sono messi in tasca anche i rimborsi, abbiano anche il coraggio di criticare. Facile così, eh? Non osiamo immaginare cosa sarebbe successo se ci fossero stati loro. Forse meglio che siano rimasti a pontificare sul loro sofà”, conclude Cozzani.

“Le parole di Cozzani non meritano risposta – è la controreplica di Sansa -. Mi fa ancora più pena Toti che non ha il coraggio di attaccare il suo avversario ma si affida a dei sicari. Io le cose le dico in faccia. Giusto per la cronaca, nei giorni del lockdown stavo assistendo e accompagnando verso la fine della vita una delle persone a me più care. Le sono stato vicino giorno e notte, fino all’ultimo respiro”.