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Genova ha il nuovo ponte, e adesso? La grande incognita delle esenzioni sui pedaggi

Restano attive tutte le esenzioni fino al termine degli interventi nelle gallerie, ma poi si tornerà a pagare come prima?

Genova. Saranno mantenute “fino a data da definirsi”, come spiegano fonti di Autostrade, le esenzioni sui pedaggi in Liguria attivate a giugno come compensazione ai disagi provocati dal piano di ispezioni e lavori nelle gallerie. Restano quindi gratuite per ora tutte le percorrenze all’interno del nodo genovese tra Vignole Borbera, Sestri Levante, Ovada e Varazze (qui tutti i dettagli con l’ultimo aggiornamento), a prescindere dai caselli di entrata e di uscita.

La durata del provvedimento, insomma, è ancora da decidere. Ma la ragione è semplice: ad oggi non esiste una data precisa per la fine degli interventi di manutenzione sulle gallerie. Non a caso è stata confermata ieri la notizia che dall’11 al 25 agosto sarà chiusa la Monte Galletto, con l’obbligo di entrare a Bolzaneto (o a Genova Est) per chi vuole percorrere la A7 in direzione Milano, misura che potrà incidere soprattutto sul traffico proveniente dai traghetti in periodo di rientro.

Autostrade ha assicurato poi che l’apertura del nuovo ponte San Giorgio non avrebbe influito sulla politica dei pedaggi, proprio perché le esenzioni erano legate al piano di ispezioni e non alla mancanza del viadotto.

Ma allora sorge una seconda domanda, anche questa senza risposta: quando i lavori sulle gallerie saranno terminati e il nodo di Genova sarà completamente ripristinato si tornerà a pagare tutto come prima? La logica suggerirebbe di sì, visto che le prime esenzioni tariffarie a Genova erano state applicate subito dopo il crollo del ponte Morandi ed erano ancora valide quando è iniziata l’emergenza viadotti a fine 2018, trasformata poi in emergenza gallerie dopo il lockdown.

In questi mesi l’autostrada è sempre stata gratis tra i caselli di Genova Pra’ e Genova Aeroporto e da Genova Bolzaneto a Genova Ovest-Genova Est per tutti coloro che entravano e uscivano nell’area ligure gestita da Aspi. Poi è arrivato il nuovo ponte, ma sono rimasti i disagi.

Sull’argomento, che resta un tabù per la direzione del tronco, pesano altri due fattori per nulla chiari. Il primo è legato proprio alla prosecuzione dei lavori nelle gallerie. Se è vero quanto ha spiegato il super ispettore Placido Migliorino a Genova24 – il 95% dei tunnel è compromesso e per rendere sicuro il nodo genovese ci vorrà una decina d’anni – allora si può immaginare che le esenzioni totali o parziali andranno di pari passo coi disagi alla viabilità.

E poi, molto dipenderà dal futuro della trattativa per sottrarre Autostrade al controllo dei Benetton. Uno dei punti su cui il governo ha promesso battaglia è proprio la riduzione delle tariffe. E in questo senso la Liguria, ormai simbolo di una gestione critica, potrebbe diventare una regione pilota.