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Estate e idrocarburi, i miasmi dei depositi invadono i quartieri di Fegino, San Quirico e Multedo

L'esasperazione dei residenti: "In questi anni decine di segnalazioni, ma niente è cambiato"

Genova. Nel pieno della stagione più calda, aprire le finestre di casa è l’unica possibilità di trovare un po’ d’aria respirabile. Ma non per tutti i genovesi: da giorni, infatti, sono tante le segnalazioni che di miasmi “da togliere il fiato’ che arrivano da alcuni quartieri della città, e che riscaldano questa estate già rovente.

Stiamo parlando di Fegino, Multedo e San Quirico, tre quartieri diversi ma accomunati dalla presenza sul loro territorio di depositi di idrocarburi e derivati; depositi da sempre considerati come responsabili della presenza ciclica ma puntuale dei miasmi incriminati.

E i residenti, ancora una volta, sono costretti a scegliere se morire di caldo o di puzza: “Siamo stufi, è una cosa che succede sempre, da anni, e d’estate diventa insopportabile – ci scrive una residente di Fegino, che abita a pochi metri dai depositi di Iplom – dopo anni di segnalazioni non cambia nulla, non ci sono neanche i sistemi di misurazione fissi che erano stati promessi”.

Stessa situazione a San Quirico: “Questa mattina l’aria era irrespirabile – spiega un cittadino della zona, andato a correre nei pressi dei depositi della Sigemi, e che da lì è dovuto scappare – l’odore di idrocarburi era molto insistente e fastidioso“.

Stesso discorso per Multedo, la cui convivenza con i depositi costieri e il porto petroli da sempre ha portato (anche) questi inconvenienti per i residenti, soprattutto nelle giornate poco ventilate e molto afose, proprio come quelle di questi giorni. “Abbiamo segnalato alle autorità competenti i miasmi di questi giorni – ci raccontano da Fegino – come abbiamo fatto decine di altre volte, ma siamo sempre qua. A Genova tutto cambia per non cambiare nulla“.