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Detenuto da fuoco alla cella per protesta. Sindacato polizia: “Situazione inaccettabile”

Nel carcere ci sono 155 persone detenute per una capienza massima di 96 posti

Genova. Ancora tensione nelle carceri genovesi, con nuovi gesti di violenta protesta da parte di alcuni detenuti per le condizioni delle strutture, da tempo sovraffollate a livelli non tollerabili.

Ieri pomeriggio un detenuto ha dato infatti fuoco alla sua cella, obbligando l’evacuazione di tutto un piano della struttura di Pontedecimo. Secondo quanto riportato dal Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, l’uomo avrebbe già in precedenza creato problemai e tensioni, con aggressioni ad altri detenuti e vandalizzando gli arredi della cella.

Nelle operazioni di spegnimento sarebbero rimasti lievemente intossicati quattro agenti di polizia, ma nessuno di loro è voluto ricorrere alle cure ospedaliere “per non lasciare l’istituto ulteriormente senza personale”.

L’episodio segue un tentativo di suicidio dei giorni scorsi, sventato solo grazie all’intervento tempestivo degli agenti della penitenziaria: nel primo semestre del 2020 il carcere di Pontedecimo ha subito 29 atti di autolesionismo, 1 decesso e 12 tentati suicidi, mentre sono stati 19 i casi di colluttazione tra detenuti con 9 feriti. “Un carcere, quello di Pontedecimo, unico carcere femminile della Regione – spiega il segretario regionale del Sappe Lorenzo – che al 30 giugno ospitava 155 detenuti (68 donne e 87 uomini) su una capienza massima di 96 posti, 43 donne e 53 uomini”. Quasi il doppio.

“La Polizia Penitenziaria deve giornalmente controllare ed arginare tali episodi – scrive Lorenzo – E’ ora di ragionare su quanto accade nelle carceri liguri, il personale opera senza strumenti e in carenza d’organico con turni di otto ore. Tutto questo è inaccettabile”.