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Deputati “furbetti” del bonus Covid, Toti: “Ma con che coraggio?”

Ancora non si conoscono, poiché l'Inps non può diffonderli, i nomi dei cinque parlamentari, tre della Lega, uno di Italia Viva e uno del Movimento 5 Stelle

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Genova. “Come si è potuto permettere che dei parlamentari che guadagnano 12 mila euro al mese ricevessero anche il bonus covid? E soprattutto: con che coraggio hanno fatto domanda?”. Così il presidente della Regione Liguria e candidato alle regionali Giovanni Toti sul caso scoppiato dopo lo scoop di Repubblica.

A oltre 24 ore dalla pubblicazione della notizia ancora non si conoscono i nomi dei cinque deputati, iscritti a tre partiti diversi (tre della Lega, uno a Movimento 5 Stelle e uno a Italia Viva) finiti sotto accusa per aver richiesto e ottenuto il bonus Inps da 600 euro previsto durante l’emergenza Covid-19 per aiutare le partite Iva e i lavoratori autonomi in difficoltà. Questo nonostante lo stipendio da parlamentari.

“Durante il lockdown mi sono occupato personalmente di una mamma rimasta vedova mentre aspettava il suo bambino, che non era riuscita a prendere i 600 euro del bonus perché percepiva la persione di reversibilità del marito: circa 35 euro! E poi emergono storie come queste… semplicemente inaccettabili e da condannare fermamente”, conclude Toti.

Il presidente della Regione non è il solo politico a essersi scagliato contro i cinque anonimi. Molti leader di partiti hanno invocato le dimissioni.

Ma l’Ufficio del Garante ha spiegato che: “La diffusione di dati relativi a persone fisiche da parte dell’Inps necessita di una norma di legge o di regolamento. Restano salvi gli eventuali controlli sui beneficiari delle provvidenze da parte dei soggetti competenti e l’utilizzabilità dell’accesso documentale, esercitabile da chi ne abbia diritto”.