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Coronavirus, Toti: “No al tampone per chi arriva dalla Sardegna, evitiamo spettacolarizzazioni”

Oggi sull'isola record di contagi dall'inizio dell'emergenza, in via di definizione l'accordo per i test rapidi reciproci con la Regione Lazio

Genova. Record di contagi oggi in Sardegna dall’inizio dell’emergenza coronavirus: l’unità di crisi regionale conta 91 nuovi casi, di cui 75 rilevati in seguito al tracciamento dei contatti di casi positivi precedentemente accertati. Ma il presidente della Liguria Giovanni Toti chiude ancora una volta all’idea di sottoporre a tampone chi arriva dall’isola.

“Non esiste alcuna previsione di quarantena tra regioni italiane, peraltro la Sardegna non mi sembra neppure una delle regioni con più alto tasso di contagio. Se vogliamo abbiamo regioni ben più pervase da Covid. Eviterei inutili allarmismi, eviterei spettacolarizzazioni”, ha risposto oggi il governatore alla domanda se sia in previsione un accordo simile a quello che stanno studiando il Lazio e la regione insulare per i test reciproci da effettuare nei porti e aeroporti di imbarco dei turisti.

A tenere banco anche oggi è il tema dei rientri dai viaggi, non solo quelli dall’estero e dai paesi a rischio, ma anche quelli dalle vacanze in patria dove il contagio appare comunque dietro l’angolo. Nelle scorse settimane 475 persone erano finite in quarantena in un residence nell’arcipelago della Maddalena perché entrate in contatto con un turista risultato positivo. Anche l’allenatore del Bologna ed ex Sampdoria, Sinisa Mihajlovic, è risultato contagiato dopo un viaggio in Sardegna.

Toti però ribadisce che il tema non è centrale per la Liguria. “Chi arriva dalla Sardegna ha a disposizione il nostro sistema sanitario, ove lo ritenga opportuno perché si ritiene a rischio, per fare tamponi ed eseguire tutti i test del caso. E’ una situazione che non merita di essere drammatizzata, se non per l’economia già in difficoltà”, ha concluso.

Intanto l’assessore della sanità Mario Nieddu ha chiarito che la Regione è pronta a dire sì all’accordo col Lazio a patto che si rispettino tre condizioni: i controlli devono essere sotto l’egida e a carico del Governo, i passeggeri di tutti i voli e le imbarcazioni in partenza per la Sardegna vanno sottoposti a tampone rapido, infine la firma di un protocollo per il rientro in sicurezza nelle loro abitazioni dei positivi. Nel caso non sia possibile e fosse necessaria la quarantena in Sardegna, la quarantena dovrà essere a spese del Governo. L’esponente della Giunta Solinas si dice fiducioso sul raggiungimento di un’intesa. “Si può raggiungere in tempi rapidi perché – spiega – il Governo mi sembra interessato a chiudere un accordo”.

Gli appelli arrivati dal Lazio sono legati all’aumento dei contagi di persone rientrate dopo un periodo di vacanza in Sardegna. Al Lazio si è poi aggiunta la Regione Campania, mentre la Ausl di Bologna raccomanda ai propri concittadini tornati dall’isola “con qualsiasi mezzo di trasporto” di effettuare il tampone per verificare una eventuale positività al Covid-19. Nel frattempo, le autorità sanitarie sarde continuano a ribadire che “la Sardegna è sicura: tutti i casi accertati da Ferragosto in poi sono di importazione, turisti arriviati sull’isola dopo tappe in altri Paesi a rischio, contagiati in quei luoghi e risultati poi positivi dai test effettuati in Sardegna”.

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