Scienza

Coronavirus, i virologi Broccolo e Galli: “Nei nuovi tamponi carica virale in aumento”

Il genovese Matteo Bassetti fermo sull’ipotesi che il virus oggi “morda meno” e cita uno studio Usa ancora in attesa di revisione: "Un'ottima notizia", dice

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Genova. Dalle 10mila particelle per millilitro di fine luglio a 1 milione di particelle rilevate dagli ultimi tamponi: sta aumentando la carica virale, ossia il numero delle copie di materiale genetico del coronavirus presenti in un millilitro di materiale biologico, un fenomeno che secondo gli esperti potrebbe essere la spia dell’emergere di nuove infezioni.

Lo rende noto il virologo Francesco Broccolo, dell’università Bicocca di Milano e direttore del laboratorio Cerba di Milano. Anche per l’infettivologo Massimo Galli, dell’ospedale Sacco e dell’università Statale di Milano, la presenza di una forte carica virale rilevata nei tamponi “è purtroppo un fenomeno che nell’ultimo periodo si è verificato più volte e che è il segnale di molte nuove infezioni”.

Si rilevano inoltre casi nei quali il numero di copie è addirittura di un miliardo: “Questo può voler dire – ha osservato il professor Broccolo – che il virus si replica bene in alcuni organismi e che questi soggetti potrebbero essere dei super diffusori”. Più semplicemente, significa che le goccioline di saliva emesse con un colpo di tosse o con uno starnuto da queste persone portatrici possono contenere un numero elevato di particelle virali”.

Una cosa è la contagiosità, un’altra è l’effetto sui contagiati. I due aspetti non sono necessariamente collegati. Ed è anche per questo che non è tutto sommato in contrasto con l’osservazione di Galli e Broccolo, la convinzione su cui è fermo il virologo e direttore delle Malattie infettive del San Martino Matteo Bassetti: “L’osservazione che SarsCoV-2 morde meno arriva anche dal Massachusetts negli Stati Uniti – scrive in un post su Facebook linkando un articolo che però non è stato ancora sottoposto a peer-reviewed da parte di altri esperti – in questo studio dove si sono applicati criteri univoci di gravità, c’è stata una riduzione temporale di complicazioni da Covid ovvero rispetto ai primi casi clinici oggi sono meno gravi e si muore molto di meno. Un’osservazione simile a quello che si è osservato in Italia da varie settimane”. Secondo Bassetti si tratta di “un’ottima notizia”.

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