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L'allenatore

Condizione, obiettivi e l’ambiente Busalla: parola a mister Gianfranco Cannistrà

I biancoblù hanno iniziato la preparazione per la nuova stagione

Busalla. Il Busalla è al lavoro in vista della stagione 2020/2021, nella quale disputerà Coppa Italia e campionato di Eccellenza, dopo l’ottimo quinto posto ottenuto nella scorsa stagione, conclusa anticipatamente. Gianfranco Cannistrà, allenatore dei biancoblù, intervistato dall’addetta stampa Erika Repetto, analizza la ripresa degli allenamenti, gli obiettivi della squadra e gli aspetti positivi che lo hanno portato a restare per il nono anno consecutivo alla guida della formazione della Valle Scrivia.

Da alcuni giorni i biancoblù hanno ripreso gli allenamenti. “È stata sicuramente una sensazione bella perché comunque questa per noi è la normalità – afferma Cannistrà –. Venire al campo e allenarci è sicuramente la cosa cui teniamo più di tutto. Siamo stati costretti a questo stop e l’entusiasmo nella ripresa è stato sicuramente al massimo. Non vedevamo l’ora e adesso abbiamo tutto il tempo per rifarci della sosta forzata“.

La condizione fisica è buona – sottolinea il mister -, perché dopo tanto stop, devo essere sincero, credo non sia stato neanche facile per loro riuscire a mantenere una forma discreta, però devo dire che dopo la prima settimana sono soddisfatto perché si vede che il minimo indispensabile è stato fatto, quindi sono soddisfatto”.

Gli obiettivi sono prima di tutto mantenere la categoria che è la cosa fondamentale – dice Cannistrà -. È normale che l’obiettivo principale deve essere quello di divertirci e soprattutto di fare un campionato dove ci possiamo togliere delle soddisfazioni, quindi direi confermare il campionato che è stato fatto lo scorso anno”.

Per Cannistrà sarà il nono anno alla guida della prima squadra del Busalla. “Il segreto – spiega – è presto fatto: io ci sono stato da giocatore e questa è una società formata da persone serie, ognuno fa il proprio lavoro nel miglior modo possibile. Questa sicuramente è una delle forze che ha il Busalla Calcio: dirigenti che sono sempre gli stessi da tantissimi anni, dirigenti che sprecano del loro tempo libero per venire al campo e dare una mano; alla fine i risultati arrivano perché comunque tutto gira nel modo giusto. Questo penso che sia uno dei segreti. Io sono affezionato a Busalla perché qui è una famiglia: ci sono persone cui veramente sono legato, quindi questo penso che sia uno dei motivi principali”.

Questo è il nono anno da allenatore, ci sono stato quattro anni da giocatore – prosegue il tecnico -, durante l’anno è più il tempo che passo a Busalla che quello che passo in famiglia, quindi sicuramente è una seconda famiglia”.

Cannistrà è stato un grande protagonista sui campi: “La mia qualità migliore era quella di calciare le punizioni, ho fatto parecchi gol su punizione. Ero abbastanza bravo. Sui calci piazzati Compagnone è uno dei giocatori che mi assomiglia di più, però ero un po’ una seconda punta, un trequartista un po’ pelandrone però bravo”.

Come mister, invece, “l’ho sempre detto che un giocatore come me, adesso che sono allenatore, probabilmente non so se riuscirei a reggerlo. Durante la settimana sicuramente no, poi magari la domenica sì perché magari calciavo qualche punizione e risolvevo un po’. Però durante la settimana penso che farei fatica a sopportare un Gianfranco Cannistrà. Poi è vero che si cambia: quando sei giocatore la vedi in un modo, quando diventi allenatore la vedi in un altro modo”.