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CDM Futsal, Ricardo Caputo: “Con il presidente Matteo Fortuna è nata una vera amicizia”

Parola al difensore biancoblù: "La trattativa con Genova è stata quasi una telenovela"

Campo Ligure. La CDM Futsal riprendiamo gli appuntamenti con le interviste dei protagonisti della società di calcio a 5 con un giocatore che ha fatto, e siamo certi farà ancora, la storia del futsal: Ricardo Caputo, difensore classe 1981.

Ciao Ricardo, tutto bene? Domanda d’obbligo: sappiamo che lì da voi in Brasile la situazione del Covid è ancora molto preoccupante…

“Ciao, sì qui ancora la situazione non è sotto controllo ma, per fortuna, io e la mia famiglia stiamo bene, anche se siamo preoccupati e un po’ stanchi di tutto questo, anche perché ora è molto difficile anche viaggiare”.

Se sei d’accordo passerei ad una prima domanda sulla tua carriera: come hai iniziato a giocare a Futsal? So che nel 2004 sei arrivato ad Augusta, e da allora si sa un po’ tutto, ma prima? Hai sempre giocato a 5 o anche a 11?

“Beh, devo dirti che ho giocato sia a 5 che a 11, una cosa che è abbastanza comune qui da noi in Brasile: ci sono molte squadre che offrono ai ragazzi la possibilità di giocare, fornendo anche borse di studio, in più tendiamo a fare in modo che, a 5, i bambini si divertano giocando molto, a differenza di quanto succede nel calcio a 11, dove in alcune partite magari si toccano dieci palloni in tutto o anche nessuno. Per quanto riguarda la mia carriera a 13 anni ho provato a dedicarmi al calcio a 11, ma non sono riuscito a restare lontano da casa, era troppo dura, condividere una piccola stanza con tanti compagni. Così sono tornato a casa per dedicarmi al futsal, ed è stata la mia fortuna, da allora non ho mai smesso. In Brasile sono rimasto fino al 2004, come dicevi tu, quando ero al Corinthians: avevo ricevuto tante richieste anche dall’Italia, da Augusta e Lazio, ma prima volevo riuscire a laurearmi. Ma per motivi vari legati agli sponsor non ci sono riuscito e ho accettato l’offerta di Augusta, pensando di riuscire poi a prendere la cittadinanza italiana e a dedicare un anno per finire la scuola: in realtà da allora sono passati 16 anni e il legame con l’Italia non si è mai più interrotto”.

Sei partito con questa nuova avventura genovese ormai mesi fa, ironia della sorte sul campo di quell’Avellino che ti aveva cercato a lungo in fase di mercato, poi il blocco dei campionati ha azzerato tutto: com’è andata?

“La trattativa con Genova è iniziata ad inizio della scorsa stagione, la definisco quasi una telenovela: avevo deciso di prendermi un anno sabbatico dopo lo scudetto con Pesaro, per la nascita di mio figlio, mia moglie era incinta e avevamo deciso insieme che avrebbe partorito in Brasile. Ma con il presidente Matteo Fortuna è nata una vera amicizia, a lui è piaciuto anche il mio progetto per l’Academy, oltre che il mio ruolo di giocatore, e ci siamo messi d’accordo, anche se, come succede spesso in tanti rapporti veri, su alcune cose siamo stati anche in disaccordo”.

Eccoci all’Academy, che sarebbe stata la mia domanda successiva, come ti vedi con i ragazzi? Speriamo naturalmente di vederti ancora a lungo sui campi, ma è un passo verso un futuro da allenatore?

“Più che come allenatore, mi vedo con un ruolo dirigenziale, a mettere la testa sui progetti per i ragazzi: come detto vorrei fare in modo che, come facciamo qui in Brasile, il calcio a 5 diventi un passaggio necessario e utile per imparare i fondamentali del calcio, giocando tanto, in modo che, crescendo, i ragazzi siano formati e pronti se lo desiderano a passare all’11”.

Agli altri ragazzi della rosa ho chiesto di raccontare un episodio o un momento a cui sono calcisticamente legati, una partita, un gol… Difficile chiederlo a te, che di ricordi ne avrai davvero tantissimi…

“Beh sì, davvero ho tanti momenti, gol, partite che mi tornano in mente, ma in particolare l’anno della Champions League vinta con Montesilvano, ricordo la partita giocata in Siberia, ad Ekaterinburg, contro l’MFK Sinara: loro venivano da più di venti partite vinte ininterrottamente ma li battemmo a casa loro, fu una grande emozione”.

Per ora grazie infinite Ricardo per la chiacchierata, sperando che i problemi comuni che tutti stiamo affrontando possano risolversi presto e di poterti rivedere sul parquet!