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Aeroporto di Genova in picchiata, il Covid ha tagliato fino al 75% dei traffici

Secondo volo su Roma da settembre, il ripristino dei collegamenti con Monaco, Francoforte e Parigi? Non pervenuto

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Genova. Nel periodo del lockdown l’aeroporto di Genova è stato uno dei pochi – dieci – aeroporti italiani a continuare a essere aperto al traffico commerciale anche se con una serie di limitazioni quasi totale, è stato però una delle infrastrutture fondamentali sia per l’arrivo di cargo (anche con dpi e altri strumenti utili al contrato dell’emergenza pandemica) sia per il rimpatrio di croceristi e marittimi.

Oggi però soffre, molto, e soffrirà anche domani e dopodomani. “E’ stato stimato che il ritorno ai volumi di traffico del 2019, anno record per lo scalo genovese con 1 milione e mezzo di passeggeri, potrebbe essere raggiunto solo nel 2024“. Lo ha detto Piero Righi, direttore generale dell’Aeroporto di Genova oggi a palazzo Tursi durante una commissione consiliare sul Cristoforo Colombo.

L’aeroporto di Genova, che impiega un migliaio di persone e ne fa lavorare circa 10 mila con l’indotto, ha ripreso i voli a fine giugno – dopo aver mantenuto per mesi solo quello per Roma – “ma la curva di ripresa è molto lenta – dice Righi – a fine anno si prevede una riduzione di traffico del 66%, quella da gennaio a giugno, in linea con gli aeroporti italiani, è del 70% e abbiamo riscontrato un picco negativo del 75% per quanto riguarda il mese di luglio“. Sono stati trasportati 43.600 passeggeri contro i 176.618 dello stesso mese del 2019.

Al momento è stato ripristinato il sistema di rete nazionale “come collegamenti ma non come sedili disponibili e come frequenze – precisa il direttore generale del Colombo – ma mancano le componenti internazionali con l’eccezione di Londra, Tirana e Amsterdam, e soprattutto mancano i collegamenti con i grandi hub di Parigi, Monaco e Francoforte“. Il ripristino di questi ultimi tre voli non è in programma nel breve o medio periodo, perché molto dipenderà dal contesto dei voli anche extra Ue.

“A ottobre non ci saranno variazioni, mi auguro che la destinazione di Londra recuperi livelli di riempimento adeguati per rilanciare la completa operatività, nel frattempo il British Airways è stato spostato da Gatwick a Heathrow ma per essere mantenuto così dovrà essere maggiormente utilizzato”, spiega Piero Righi.

Ultimo, spinoso, tema quello dei voli per Roma. Da marzo ne viene operato uno solo al giorno, Alitalia, inutile per chi deve andare e tornare in giornata per lavoro. “A settembre diverranno due – annuncia il direttore generale dello scalo – per il resto abbiamo messo in atto ogni sforzo possibile per aumentarli ulteriormente ma al momento è difficile trattare con una compagnia dal futuro incerto come Alitalia”.