Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Via del Campo, dieci minuti di “rumore” per far sentire la voce della città vecchia fotogallery

Topi, sporcizia, "ghettizzazione" delle fasce più povere: il comitato di quartiere chiede rilancio e dignità per tutti coloro che abitano nella via simbolo dei caruggi

Genova. L’appuntamento è per lunedì 20 luglio alle 20: dieci minuti di “rumore civico” per far sentire la voce di via del Campo e di tutto il centro storico che chiede un piano serio di rilancio, riqualificazione e anche “dignità” per chi lo abita perché la strada simbolo della città vecchia, romanticamente cantata da De André è lasciata a se stessa, non tanto in termini di controlli da parte delle forze dell’ordine, che passano e ripassano a pattugliare la via, ma in termini di prospettive per il futuro.

Topi, sporcizia nonostante gli interventi di Amiu, un’illuminazione che lascia a desiderare, spaccio e tante botteghe storiche che negli anni hanno abbassato le saracinesche, anche perché di turisti ne passano pochi.

A organizzare la manifestazione dalle finestre con tamburi, musica, voci e pentole è il comitato di via del Campo, nato nel febbraio dell’anno scorso. “Abbiamo creato un gruppo per uscire dalle nostre case e parlarci – racconta Christian Spadarotto, presidente del comitato – e questo ci è servito per recuperare anzitutto lo spirito di fare gruppo, incontrarsi e confrontarsi”.

Aperitivi in piazza, il brindisi di Natale con l’albero, “anche se la festa è stata in realtà molto ridimensionata perché in quei giorni abbiamo avuto un lutto nel quartiere” racconta riferendosi alla tragica morte di una bimba volata da una finestra all’inizio di dicembre”, una mostra bloccata dal lockdown è che sarà proposta ai genovesi quest’autunno.

Pallavolo, Serie C femminile: Acqua di Calizzano Carcare vs Maurina Strescino

Il comitato si è confrontato spesso in questi mesi con gli assessori della Giunta e anche recentemente con il sindaco. Tra i problemi sollevati quello delle saracinesche che chiudono una dopo l’altra e delle attività che si replicano uguali a se stesse: “L’assessore Bordilli ci ha spiegato che nel passaggio delle licenze hanno difficoltà a intervenire sulle tipologie di attività ma in fondo se il Comune è riuscito a rendere abitabili i bassi, allora credo che volere sia potere e sia quindi possibile riuscire a favorire l’insediamento di nuove attività commerciali supportando nel contempo quelle che resistono, che sono poche perché mai come in questo periodo via del Campo è una lunga sequela di saracinesche chiuse”.

Un altro problema riguarda le condizioni di abitabilità del quartiere stesso, in via del Campo come nel contiguo ‘ghetto’: “Ci sono proprietari che speculano e affittano appartamenti fatiscenti soprattutto a ragazzi stranieri e spesso con i subaffitti ci sono situazioni al limite dell’inumano. Servirebbero dei controlli in questo senso, invece spesso sembra che tutti mettano la testa sotto la sabbia”.

Un altro esempio? L’ecopunto di piazza dei Fregoso: “Si accede solo con il badge, per cui molti stranieri irregolari non possono averlo, per cui devono per forza lasciare fuori l’immondizia tanto che Amiu ha deciso di mettere di mettere due cassonetti fuori e ovviamente è un controsenso perché non è possibile non sapere che questa zona ha questo tipo di caratteristiche”

Il comitato ha parlato recentemente anche con il sindaco Marco Bucci: “Ci ha spiegato che con il ponte tutte le risorse e le energie sono state indirizzate soprattutto lì, ma tra poche settimane il cantiere sarà chiuso e il centro storico diventerà una priorità della giunta” spiega Spadarotto.

Il comitato di via del Campo si è confrontato in questi mesi anche con i comitati territorialmente più vicini, dalla Maddalena al Ghetto e proprio sul ghetto Sparadotto rincara: “Se da un lato è giusto colpire colpire chi ha deciso di compiere dei reati ma anche creare opportunità per dare un minimo di prospettiva a chi, italiano o straniero, qui vive da anni, e di questa comunità fa parte. “E’ stato messo in atto un processo di ghettizzazione che ha fatto comodo a molti – accusa il presidente del Comitato – ed è stata un scelta meschina, prima di tutto nei confronti delle persone che in questa via abitano e vorrebbero continuare a farlo”.