Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Un drone per studiare il “ponte blu” di Pra’, sorvegliato speciale tra i 450 viadotti del Comune di Genova foto

Il dirigente tecnico Gatti alla commissione consiliare: "Bisognerebbe investire di più in formazione e attività, i monitoraggi fatti finora sono alla buona"

Genova. I rovi e le scartoffie. Sono questi gli ostacoli che rischiano di rallentare il lavoro di monitoraggio e di eventuale rifacimento del cosiddetto “ponte blu” nel sestiere Ca’ Nuova a Pra’, in via Martiri del Turchino. Un ponte che blu non è ormai da tempo visto che le componenti metalliche sono coperte di ruggine, ruggine che ha finito per tingere anche il calcestruzzo di impalcato e piloni.

La questione è stata affrontata questa mattina in una commissione consiliare in Comune, convocata per discutere lo stato dei lavori su ponte Don Acciai, al Lagaccio, ma durante la quale si è parlato anche di altre situazioni di criticità su viadotti di competenza della pubblica amministrazione. A fare il punto è stato Gianluigi Gatti, tecnico e dirigente del settore Strade del Comune di Genova, rispondendo alle domande di alcuni consiglieri.

Per quanto riguarda il “ponte blu”, sul quale da tempo i cittadini esprimono preoccupazione, Gatti ha confermato che si tratta “di uno dei viadotti principali tra quelli indagati dagli uffici” e che si sta cercando di organizzare un monitoraggio attraverso l’ausilio di un drone: “E’ coperto di rovi ed è impossibile raggiungerlo a piedi, al momento”, dice. Quel ponte è stato costruito insieme al quartiere popolare da un’azienda privata, ma al momento non si sa quale, poiché – ed è questo un altro problema – oltre all’intrico di rovi esiste quello dell’archivio comunale: “Dove a volte è impossibile trovare i documenti”.

Quindi, sono poche, al momento, le informazioni sulla struttura e i dettagli sui materiali utilizzati. All’inizio dell’anno l’assessore ai Lavori pubblici Piciocchi aveva detto che esistevano delle fessurazioni in prossimità dei giunti sopra i piloni di appoggio. E’ chiaro che i tecnici del Comune vogliano però vederci più chiaro.

Restando a ponente, l’ingegnere Gatti ha dichiarato che stanno per concludersi i lavori di rafforzamento di un altro ponte critico, quello in via Delle Fabbriche: “Partito l’appalto e già in fase di finitura, sono state già ultimate le attività sulle porzioni di cemento armato e si sta intervenendo di notte, nella fascia oraria consentita da Rfi, per consolidare anche la parte che scavalca la sede ferroviaria”.

Tuttavia i viadotti di competenza comunale sono 450, cifra frutto di un monitoraggio fatto eseguire alcuni anni fa, prima del crollo del Morandi (e che non tengono conto di quelli realizzati prima dell’Ottocento, che non presentano criticità strutturali). Tra questi c’è anche la soprelevata di Genova sulla quale è in corso un monitoraggio fotografico per individuare quelli che saranno gli interventi da fare: “I problemi maggiori sono dovuti all’acqua”.

Secondo l’ingegnere però servirebbero molti più investimenti da parte dell’amministrazione. “Il monitoraggio che abbiamo fatto finora sulla base del censimento è un po’ alla buona – ammette – bisognerebbe che il Comune di Genova investisse di più in risorse economiche e umane, che assumesse ingegneri o li formasse per effettuare valutazioni strutturate dei ponti”.