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Sciopero dei trasporti: “Così Genova muore”, il grido di rabbia e dolore dei lavoratori fotogallery

Partiti da via Buozzi, i mezzi si sono incolonnati in via XX Settembre, facendo suonare i clacson

Genova. È arrivato in via XX Settembre il corteo-carosello di camion, pullman, furgoni e taxi per la protesta indetta da Filt Cgil e Uil trasporti contro la paralisi della viabilità in Liguria dovuta ai cantieri autostradali. I mezzi, una quarantina in tutto, sono partiti da via Buozzi e si sono fatti sentire suonando il clacson in continuazione. Dalle 10.30 è in corso il presidio sotto la prefettura in attesa che una delegazione incontri il prefetto Carmen Perrotta.

Lavoratori della portualità, della logistica, del turismo, dai tassisti agli spedizionieri, dai bus turistici ai corrieri. Sono tante le categorie in piazza oggi, visto che il settore occupa parecchie migliaia di lavoratori.

Tante le voci tra rabbia, preoccupazione e richiesta di maggiore attenzione da parte della politica. “La città sta morendo – dice Andrea Gamba della Filt Cgil – non investe nessuno, le aziende muoiono e di conseguenza anche i lavoratori rischiano: bisogna sbloccare i cantieri per far circolare meglio le merci e poi mettersi a decidere cosa fare di questa città. Il tema elettorale non può essere ancora gronda sì o gronda no, siamo indietro di 20 anni. A livello portuale oggi la Cina parla con Trieste e non con Genova”. Gamba commenta anche le parole del ministro Paola De Micheli che aveva parlato di una “narrazione sbagliata” sulla questione delle autostrade bloccate: “Parole gravissime, spero che siano dettate dal fatto che non sia stata informata correttamente su quello che stava avvenendo sul territorio, se fosse per altro sarebbe di una gravità assoluta”.

Giovanni Ciaccio della Uiltrasporti aggiunge: “La ministra ha sbagliato le parole nei confronti dei liguri, ma anche il governo regionale non ha espresso una parola se non via social”. La soluzione per Ciaccio è semplice: “Oggi si può ricorrere alle nuove tecnologie per fare sopralluoghi invece di usare direttive che risalgono al 1970. Ci sono modi e modi per farlo, senza bisogno di bloccare una città per ore di fila”. Sugli incentivi per il trasporto pubblico locale Ciaccio è chiaro: “Dovevano essere attivati già qualche anno fa”.

Tra i manifestanti il camionista Giulio Patrone spiega: “Stiamo vivendo l’impossibile, la veicolazione delle merci è diventata una cosa impressionante. Siamo in ostaggio delle poche infrastrutture disponibili. Perdiamo parecchie ore di lavoro. Siamo preoccupati: in un mondo globale dove le merci dovrebbero circolare all’infinito, noi siamo bloccati”.

Un corriere racconta la sua odissea quotidiana: “Con le autostrade bloccate non abbiamo modo di riuscire ad arrivare a destinazione senza provare a percorrere strade alternative. I clienti si lamentano perché le consegne non in orario. A mio parere dovevano fare diversamente i lavori in autostrada, non credo che tutte le gallerie stiano cadendo in contemporanea. E pensare che il lavoro dall’inizio del Covid era anche aumentato”.

In ginocchio il settore dei bus turistici. Questa la testimonianza di uno degli autisti: “Già il lavoro è poco, ma ora lavoriamo anche male. Rischiamo persino di doverci fermare in autostrada con le persone a bordo perché le code ci fanno sforare le ore di servizio”.

Davide, un tassista appena avviato alla professione, parla chiaro: “Il problema di base è la viabilità che a cascata va a inficiare tutto il resto, non solo sulle autostrade, ma anche quella cittadina. Spesso non si capisce neanche quando sono le chiusure dei caselli: meno turismo significa meno lavoro. Io ho iniziato nel periodo Covid e ho avuto un lieve miglioramento, ma non è paragonabile agli standard”.

Circa 200 i lavoratori che hanno partecipato alla protesta sotto la Prefettura di Genova. I rappresentanti di Filt e Uiltrasporti hanno consegnato al Prefetto Carmen Perrotta un documento in cui si chiede un piano urgente di interventi che riducano, nel rispetto delle normative di legge, i cantieri, per migliorare le condizioni di lavoro degli autisti e la sicurezza degli utenti, un programma serio e concreto sulle infrastrutture, dalla Gronda al terzo valico al nodo ferroviario al raddoppio di Ventimiglia, che preveda adeguate coperture economiche per la loro completa realizzazione.

Ancora tra le richieste quella del “rispetto della legge regionale sulla sicurezza dei lavoratori in autostrada, che dà applicazione al protocollo precedentemente sottoscritto da organizzazioni sindacali, concessionarie autostradali, regione e prefetture” e infine i sindacati hanno chiesto garanzie per i lavoratori di Aspi e per l’indotto rispetto al nuovo assetto societario.

“Continueremo, ostinatamente, a combattere anche l’inadeguatezza e la spregiudicatezza di chi ci governa, e dovrebbe pensare al bene dei suoi cittadini, anziché alla comodità della propria poltrona – commenta l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti – è inaudito che ancor’oggi il territorio debba rivendicare le proprie istanze, paralizzando ulteriormente la città, per farsi ascoltare da un ministero che si è dimostrato sordo agli appelli del territorio”.

“Il modo migliore per chiudere ogni polemica sollevata nei giorni scorsi è aprire e chiudere al meglio una discussione sugli indennizzi – dicono i consiglieri regionali e comunali del Pd che stamani erano in piazza – L’emergenza in Liguria non è certo finita e non è mai stata immaginaria. Tutti devono collaborare, dal Governo alla Regione. Da parte nostra ci stiamo impegnando attivamente per sostenere, attraverso i nostri rappresentanti a livello nazionale, gli interessi dei cittadini liguri, dei lavoratori del trasporto, delle aziende e dei tanti settori produttivi colpiti.

Per il consigliere regionale di Linea condivisa Gianni Pastorino “l’unico modo per uscire dalle chiacchiere è mettere attorno a un tavolo tutte le parti in causa, con il coordinamento del Governo. In questo modo Regione e Comune non avranno più alibi: non potranno più scaricare su altri responsabilità che sono anche loro, e che impattano in maniera determinante sull’economia e sulla sicurezza della Liguria.Serve da subito una riduzione dei cantieri, nel rispetto delle normative vigenti, per dare ossigeno alla mobilità di persone e merci. Servono garanzie economiche a corto raggio per il completamento delle infrastrutture, a cominciare da quelle su ferro, per attenuare il traffico autostradale nei prossimi tempi. Servono incentivi al trasporto pubblico, a ogni livello, e rilancio dei collegamenti aerei a costi calmierati”.

Questi gli orari dello sciopero:

Trenitalia; Rfi, Ferservizi; Italferr; MercitaliaRail; Mercitalia St; Oceanogate: addetti collegati alla circolazione treni dalle ore 9.01 alle ore 17.00

Trasporto pubblico locale
AMT Spa – Genova Ferrovia Genova/Casella – GelosoBus srl, STAC srl, Della Penna Autotrasporti Spa e Autonoleggio Scagnelli Srl
Personale Viaggiante e Graduato dalle 11.30 alle 15.30
Ferrovia Genova/Casella – Genova
Personale Viaggiante e Graduato dalle 11.30 alle 15.30
ATP Esercizio Srl – Carasco (GE), e TDC Srl
Personale Viaggiante e Graduato dalle ore 10.30 alle ore 14.30