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Salita degli Angeli, i residenti chiedono la chiusura del vespasiano della vergogna

Da oltre un anno la situazione igienica disastrosa è segnalata a Comune e municipio, ma senza soluzioni

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Genova. “Ci dicano chiaramente che non vogliono o non possono occuparsene e ci diano però carta bianca, porteremo un mattone ciascuno e chiuderemo quel vespasiano perché non se ne può più”. A parlare è uno dei residenti di Salita degli Angeli, a San Teodoro, storica creuza in da sempre bilico tra tentativi di rilancio e situazioni di degrado.

Dopo i problemi legati agli infiniti lavori sulla rete idrica, che hanno distrutto l’antica mattonata sostituendola con asfalto, quelli sull’abbandono dell’area ex Rubattino, dopo le situazioni legate a spaccio e furti oppure al passaggio abusivo di mezzi a motore sulla strada che dovrebbe essere pedonale, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la situazione in cui versa da anni un vespasiano abbandonato, divenuto ricettacolo di sporcizia.

I cittadini hanno iniziato oltre un anno fa la battaglia con municipio e Comune di Genova per riadattare lo spazio a una sorta di magazzino. C’erano stati un paio di incontri con l’amministrazione ma poi più nulla. “Le condizioni igieniche di quello spazio – dicono i residenti – dove passano quotidianamente decine di persone non sono più tollerabili”.

Il Comune di Genova a febbraio aveva annunciato un bando di gara destinato ai privati per la ristrutturazione e gestione di 12 bagni pubblici, vicenda poi rimasta sotterrata dal periodo Covid, ma sulla rete dei vespasiani in città, complessa e composta anche da realizzazioni non censite, non c’erano progetti in ballo.

Il vespasiano di salita degli Angeli, come altri a Genova, non è neppure inserito a catasto come bene comunale ed è quindi poco probabile che l’amministrazione possa giudicare prioritario l’intervento. Quello che è stato fatto, nei mesi scorsi, fu sbarrare l’accesso con una transenna di Aster, presto spostata. La comunità della “salita” chiede, semplicemente, di chiudere quel buco nero. O di avere l’ok per poterlo fare.