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Rimborsi di “viaggio” ai consiglieri regionali anche durante il lockdown, Salvatore: “Vadano ai centri antiviolenza”

Indennizzi percepiti anche se le sedute si sono svolte in videoconferenza. ilBuonsenso: "I soldi siano restituiti"

Genova. È stata corrisposta un’indennità ai consiglieri fuori Genova come rimborso per il loro viaggio verso il capoluogo per partecipare al Consiglio Regionale dei mesi scorsi: un’idea che avrebbe potuto avere senso, ma solo nel caso in cui vi fosse stato tale spostamento. Cosa che non è accaduta negli scorsi mesi quando le riunioni sono state eseguite in smart-working”, la denuncia arriva da Alice Salvatore, consigliera de ilBuonsenso, che lancia una proposta.

“Soprattutto in un momento in cui PMI e lavoratori soffrono le conseguenze dello stop delle attività e necessitano di liquidità e aiuto per non fallire. Un momento nel quale fondi farebbero comodo anche per risolvere i problemi di viabilità che affliggono l’intera Regione e i suoi cittadini – afferma – sarebbe quindi giusto e un gesto politicamente elegante restituire queste indennità ricevute come rimborso, dato che da rimborsare non vi è nulla visto che i consigli si sono tenuti in smart working”.

La proposta de ilBuonsenso è quella destinare le indennità ai centri antiviolenza della Liguria. “A causa dell’isolamento sociale obbligato dalla pandemia, il tasso di abusi e attacchi contro le donne è aumentato esponenzialmente, favorito dall’impossibilità di lasciare l’abitazione da parte delle vittime e dallo stop forzato dei servizi di persona dei centri antiviolenza”, conclude Salvatore.