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Regionali Liguria, verso l’abolizione del listino: deciderà un emendamento “bipartisan”

La commissione approva la doppia preferenza di genere, domani in consiglio il verdetto finale

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Genova. Potrebbe essere davvero la volta buona per l’abolizione del “listino” alle prossime regionali in Liguria. Domani (martedì) in consiglio regionale verrà presentato un emendamento firmato da diversi consiglieri di maggioranza e opposizione con l’obiettivo di garantire la distribuzione del premio di maggioranza alla coalizione vincente, non più con un elenco blindato dai partiti, ma pescando dalle liste dei consiglieri eletti tramite le preferenze.

Oggi, intanto, la commissione ha approvato a larghissima maggioranza (27 voti favorevoli, astenuti solo Liguria Popolare, Forza Italia e il gruppo misto) la nuova legge elettorale che prevede la doppia preferenza di genere e la cosiddetta “riserva di genere” all’interno delle liste, in modo che i componenti di un sesso non superino mai il 40% del totale. Risultato che dovrebbe essere scontato, salvo sorprese e nonostante i rilievi di alcuni costituzionalisti che hanno avvertito sul rischio di possibili ricorsi per una modifica apportata a pochi mesi dal voto.

“È dall’inizio della legislatura che cerchiamo di introdurre questa modifica e siamo contenti di essere riusciti a farlo, seppur in zona Cesarini. Un ringraziamento va indubbiamente al Governo che, nelle scorse settimane, aveva esortato le poche Regioni italiane, come la Liguria, che ancora non lo avevano fatto, a inserire la doppia preferenza di genere nella loro legge elettorale”, commenta il Pd. “Finalmente anche i cittadini liguri potranno, già a settembre, esprimere due preferenze di due generi diversi, un risultato cui siamo giunti anche grazie al Governo che aveva più volte esortato alcune regioni”, fa eco il M5s.

A questo punto la vera partita si gioca sul listino. Il presidente uscente Giovanni Toti da mesi si batte per la sua abolizione, ma a fermare il percorso erano state le frizioni interne allo stesso centrodestra. Soprattutto i partiti più piccoli – e gli esponenti meno popolari – avrebbero interesse a mantenere il meccanismo attuale che garantisce l’entrata in consiglio a chi non può contare su un ampio bacino di preferenze. Per questo la maggioranza qualificata necessaria per approvare la legge emendata (21 voti) potrebbe rivelarsi composita e differente da quella che esprime la giunta.

Confermiamo che c’è la volontà di abolire il listino“, commentano i capigruppo Lunardon (Pd), Tosi (M5s) e Vaccarezza (Cambiamo!). Addirittura Fratelli d’Italia in un comunicato uscito in serata la dà come cosa fatta: “Si compie il primo passo per cambiare legge elettorale in Liguria rimettendo al centro il rapporto tra elettori ed eletti assicurando la parità di genere. Una vittoria nella forma e nella sostanza che rimette al centro l’elettore che non sarà più soggetto alle scelte dei partiti, come succede per eleggere il Parlamento, ma si ritrova padrone di scegliere da chi farsi rappresentare”.

“Eravamo una delle poche regioni che non aveva ancora inserito questo genere di opportunità nella propria legge elettorale – ha commentato Toti – Era necessario recuperare il tempo perduto e ci siamo attivati per farlo, approvando la modifica alla Legge elettorale su sollecitazione anche di alcune associazioni e del Governo. Ora mi aspetto che la stessa sensibilità venga dimostrata anche in consiglio regionale per l’eliminazione del listino”.

Il nuovo meccanismo dovrebbe permettere di attingere alle liste “normali” per assegnare i sei consiglieri che costituiscono il premio di maggioranza. Tutto starà a individuare il meccanismo di assegnazione. Domani l’ultimo tempo di una partita che potrebbe cambiare – e non di poco – il corso della campagna elettorale.